Quando mangia nei luoghi pubblici, il consumatore deve adottare alcune precauzioni fondamentali per la propria sicurezza.
Mangiare fuori
Una delle fasi della catena alimentare - dall'azienda agricola alla tavola - che merita particolare attenzione è la preparazione dei pasti fuori casa, cioè al ristorante, negli ospedali, nelle case di cura, nelle strutture per l'infanzia, nelle scuole, nelle mense, sugli aerei, ai banchetti di nozze, ai convegni ecc.
Alla luce del gran numero di pasti consumati in tali luoghi pubblici, i cuochi e i professionisti della ristorazione svolgono un ruolo importante nella tutela del pubblico dalle malattie a trasmissione alimentare. Sebbene l'incidenza dei problemi nei luoghi pubblici sia molto bassa, quando si verifica qualche problema, ciò tende ad attirare l'attenzione del pubblico. Poiché di solito viene colpito un gran numero di persone, questi incidenti sono spesso oggetto di indagini ufficiali. Per contro, i singoli casi di malattia a livello domestico vengono raramente riferiti.
In seguito ad indagini sugli incidenti istituzionali, sono stati fatti grandi sforzi per informare ed educare gli addetti alla manipolazione degli alimenti e i consumatori, nel tentativo di evitare simili problemi in futuro. Tali indagini hanno portato alla definizione di rigide pratiche di igiene a livello industriale, dette Analisi del rischio individuazione dei punti critici di controllo (Hazard Analysis Critical Control Points, HACCP), utilizzate per garantire la qualità nelle strutture di trasformazione degli alimenti.
Di seguito sono riportate alcune procedure particolari adottate nei luoghi pubblici:
- nei casi in cui vengono preparati un gran numero di pasti in anticipo e/o lontano dal luogo di consumo - scuole o case di cura, treni, aerei - le strutture per mantenere il calore o per il raffreddamento devono essere attentamente controllate per evitare la contaminazione.
- quando gruppi numerosi di persone consumano pasti preparati in strutture non specificatamente studiate per quantità tanto elevate, il personale addetto alla ristorazione deve prestare particolare attenzione per evitare la contaminazione
- in eventi speciali, quando il cibo deve anche avere un aspetto particolarmente curato e gradevole, oltre ad un buon sapore, gli addetti al servizio devono affrontare un maggior numero di problemi. Le decorazioni crude (prezzemolo, gamberi ecc.) possono comportare una maggiore manipolazione degli alimenti per ottenere l'effetto desiderato. Ne consegue che microrganismi indesiderati possono penetrare in un piatto di cibo altrimenti sicuro
- infine, mentre l'industria di trasformazione degli alimenti realizza un numero relativamente limitato di prodotti utilizzando metodi standardizzati, le strutture di servizio cambiano le ricette ogni giorno e spesso una sola struttura prepara molti piatti diversi allo stesso tempo. In queste situazioni, gli addetti alla manipolazione devono adottare particolari precauzioni per evitare la contaminazione crociata tra le materie prime o tra cibi crudi e prodotti finiti.
Malgrado tutti questi sforzi, occasionalmente si verificano casi di malattie a trasmissione alimentare che hanno origine nei luoghi pubblici. Perciò anche il singolo consumatore ha un ruolo importante da svolgere nel garantire la propria sicurezza.
Il consumatore può ridurre il rischio d'infezione consumando esclusivamente cibo molto caldo, rifiutando alimenti che siano rimasti in attesa troppo a lungo ed evitando quelli che dovrebbero essere freddi ma in realtà sono tiepidi.
Come in casa, occorre evitare gli alimenti che presentano un aspetto o un odore strano.
Dal momento che l'igiene in cucina è così importante, il consumatore dovrebbe accertarsi che il luogo pubblico di ristorazione sia dotato delle previste certificazioni d’igiene.
Il consumatore che soffre di allergie alimentari deve prestare particolare attenzione nei luoghi pubblici, evitando alcuni cibi e segnalando le proprie esigenze.
In generale, prestare attenzione ai segni rivelatori della qualità degli alimenti è importante soprattutto per proteggere coloro che sono più esposti al rischio di contrarre malattie a trasmissione alimentare.