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ALIMENTAZIONE OGGI 06/2003

Cos’è l’analisi del rischio?

Food TodayLa grave crisi alimentare che ha recentemente colpito l’Europa ha provocato un acceso dibattito riguardante la sicurezza del nostro approvvigionamento alimentare e ha inoltre dato il via alla creazione dell’EFSA, European Food Safety Authority (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare). L’EFSA sarà responsabile della valutazione scientifica dei rischi, mentre le decisioni riguardanti la loro gestione saranno di responsabilità degli esperti dell’Unione Europea. I rischi sono valutati e gestiti nel contesto di un progetto chiamato “Analisi del Rischio” e questo articolo spiega in cosa consiste.

Cosa si intende esattamente per “rischio”? Una possibile descrizione lo definisce come “la probabilità che si verifichi un evento avverso, pericoloso o dannoso tenendo conto del suo potenziale impatto nel momento in cui accade.” Valutare i rischi e tenere sotto controllo tutte le conseguenze derivanti dalla gestione degli stessi è un’enorme sfida specialmente nella vastità e complessità dell’Unione Europea. L’analisi del rischio è un metodo sistematico per valutare i rischi in modo più completo, per chiarire fenomeni complessi e per affrontare incertezze e lacune sulla loro origine. Questa analisi rende più facile, inoltre, le decisioni sulla gestione del rischio e la sua comunicazione. L’Analisi del Rischio si articola in tre processi: valutazione, gestione e comunicazione.

Valutazione del rischio

In un contesto alimentare, il rischio implica un potenziale impatto sui consumatori. I possibili pericoli alimentari possono essere causati, per esempio, da microrganismi patogeni, sostanze chimiche contaminanti (come i detersivi) o agenti fisici (ad esempio pezzi di vetro). Nonostante lo sforzo per minimizzare la presenza di pericoli, la sicurezza alimentare non è assoluta e tali pericoli possono presentarsi. La valutazione del rischio, grazie ad un approccio strutturato, permette di stimare il rischio e prendere coscienza dei fattori che lo influenzano in modo positivo o negativo. Un rischio può essere valutato in termini assoluti (per esempio prendendo in considerazione il numero dei consumatori che si ammalano ogni anno a causa del consumo di certi prodotti) o in termini relativi (per esempio paragonando la sicurezza di un prodotto in rapporto a quella di un altro).

Gestione del rischio

Coloro che gestiscono il rischio (risk managers) guidano l’analisi del rischio. Sono loro che decidono se è necessaria una valutazione del rischio per risolvere il problema e assistono gli esperti durante lo svolgimento del loro lavoro. Una volta completata la valutazione del rischio, i risk managers si basano sul risultato per decidere le azioni da intraprendere. Quando è necessario ridurre un rischio, la gestione del rischio deve scegliere le azioni più appropriate per farlo.

Comunicazione del rischio

Nell’analisi del rischio, sono importanti varie strategie di comunicazione. Nel settore privato, manager, periti ed esperti discutono la parte tecnica. Quando si tratta di prendere decisioni su come gestire un rischio e come avviare le azioni, è fondamentale la comunicazione tra i risk managers e i settori pubblici e privati. Questa discussione è molto meno tecnica e può prendere in considerazione, per esempio, valori economici, sociali ed etici. Per poter prendere una decisione adeguata affinché sia accettabile da tutti, la gestione del rischio deve garantire una buona comunicazione. Molti ritengono che la comunicazione del rischio non sia altro che una qualsiasi delle attività di Relazioni Pubbliche, ma è una visione semplicistica perché questa disciplina ha visto una sua specifica evoluzione principalmente grazie alle teorie sulla percezione del rischio. La percezione del rischio interessa una vasta gamma di ricerche soprattutto psicologiche, iniziate circa 50 anni fa, che studiano perché alcune persone percepiscono alcuni rischi in modo diverso da altre. Questi studi hanno dimostrato che le persone si preoccupano più dei rischi sui quali non hanno controllo che di quelli a cui vanno incontro volontariamente e più dei pericoli tecnologici che di quelli naturali. Queste scoperte hanno avuto una forte influenza sul modo di presentare i rischi all’opinione pubblica. Inizialmente le strategie di comunicazione del rischio funzionavano dall’alto in basso, per esempio dal legislatore al pubblico. Attualmente, si preferisce una forma di comunicazione del rischio sotto forma di dialogo che incoraggi il pubblico e coloro che ne sono strettamente coinvolti a partecipare attivamente al processo di comunicazione.

EUFIC sta seguendo da vicino gli sviluppi dell’analisi del rischio nell’ambito dell’alimentazione europea. La comunicazione del rischio è, infatti, di particolare interesse per la nostra organizzazione. Nei mesi a venire vi aggiorneremo su questo argomento e sulle attività legate alla comunicazione e gestione del rischio.

Riferimenti bibliografici

ILSI, Food Safety Management Tools, J.L.Jouve, M.F.Stringer and A.C. Baird Parker, April 1998

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Data ultimo aggiornamento del sito 17/04/2014
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