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ALIMENTAZIONE OGGI 09/2012

Lavorare con i turni: conseguenze sulla salute e sull’alimentazione

I moderni stili di vita, in particolare i lavori con i turni, hanno modificato molto i ritmi quotidiani della vita. Questi cambiamenti causano dei danni alla salute? Si possono prendere delle misure preventive per i datori di lavoro e per i lavoratori?

Il lavoro a turni e le sue conseguenze sulla salute
In Europa circa un lavoratore su cinque ha un lavoro a turni.1 Questo tipo di impiego non segue il convenzionale periodo lavorativo diurno di 8 ore, bensì è caratterizzato da turni notturni, turni a rotazione oppure da ore di lavoro irregolari.2 Se paragonati con individui che lavorano le tipiche 8 ore diurne, i soggetti che lavorano a turni presentano un maggiore rischio di alcune patologie, quali l’obesità, il diabete tipo 2, malattie cardiovascolari, problemi digestivi, disordini del sonno, depressione e carenza di vitamina D (per la ridotta esposizione alla luce del sole).3–6 Ad esempio, il lavoro in turni notturni è collegato ad un aumento del 40% delle malattie alle coronarie.5 Ma perchè il lavoro a turni può causare questi effetti negativi per la salute?

Alterazione del metabolismo
Alcuni di questi problemi di salute possono essere in parte dovuti allo stile di vita e ad abitudini alimentari irregolari conseguenti al lavoro a turni, ma dipendono anche da profonde alterazioni del metabolismo.6 Il lavoro notturno va essenzialmente contro i ritmi circadiani dell’organismo umano, noti anche come “orologio biologico”, che sono un insieme di fluttuazioni fisiologiche all’interno delle 24 ore che sono soggette alla luce solare e alla temperatura.4 Uno studio recente ha mostrato che un ridotto riposo notturno per periodi prolungati e la rottura dei ritmi circadiani alterano il metabolismo, riducono il metabolismo a riposo (consumo dell’energia basale), aumentano i livelli ematici di glucosio (zucchero)(in conseguenza di un’inadeguata risposta all’insulina dopo un pasto), e aumentano inoltre il rischio di obesità e di diabete.7 In aggiunta anche lo stress psico-sociale e l’inattività fisica possono contribuire ad alterare il metabolismo.4

Il comportamento alimentare di chi lavora a turni
Il lavoro a turni può modificare la distribuzione di energia nel corso della giornata. Chi lavora con i turni tende a fare dei frequenti spuntini piuttosto che dei pasti completi, anche se questo non sembra influenzare l’energia totale assunta. Sono pochi gli studi che hanno valutato con attenzione l’apporto dei nutrienti e l’impatto del numero di spuntini.4 I fattori che influiscono principalmente sul consumo alimentare sono la mancanza della routine dei pasti con familiari e amici, mangiare da soli, la qualità degli alimenti e delle mense. Inoltre, durante il lavoro il tempo per il pasto non è mai la priorità e può sottostare a problemi di personale e di orari.4,6

È necessario effettuare ricerche più approfondite per conoscere il rapporto tra orologio biologico e stile di vita e metabolismo dei lavoratori a turni.3 Un nuovo progetto dell’UE, il progetto EuRhythDia, avrà il compito di indagare sulle conseguenze delle modificazioni dello stile di vita (dieta, esercizio, esposizione alla luce e assunzione di melatonina).8

È difficile formulare delle raccomandazioni dietetiche per i lavoratori a turni, ma è possibile identificare delle linee guida generali per datori di lavoro e lavoratori per promuovere degli stili di vita sani, oltre al concetto generale di un’alimentazione sana e una corretta gestione della fatica.

Scelte degli alimenti e delle bevande durante i turni e tra i turni

  • Negli ambienti lavorativi si deve sviluppare una strategia nutrizionale che permetta di effettuare scelte salutari di alimenti e bevande in un ambiente tranquillo.
  • Gli orari dei turni devono essere formulati per permettere ai lavoratori di avere un tempo adeguato tra i turni per mantenere uno stile di vita salutare, con dei pasti regolari e degli adeguati tempi per l’esercizio fisico e per il riposo.4 
  • I lavoratori a turni dovrebbero cercare di avere un ritmo di assunzione di alimenti il più possibile normale. Evitare di mangiare, o cercare di assumere di una ridotta quantità di energia, nel periodo che va da mezzanotte alle sei del mattino; e cercare di mangiare all’inizio e alla fine del turno.4 Ad esempio, chi lavora nel turno del pomeriggio dovrebbe assumere il pasto principale nel mezzo della giornata, piuttosto che a metà del turno. Chi lavora di notte dovrebbe mangiare il pasto principale prima di iniziare il turno, alla solita ora di cena.9 Fare la colazione prima di andare a letto di giorno evita che ci si possa risvegliare per la fame. Tuttavia, questa prima colazione deve essere leggera, una colazione troppo pesante (effettuata 1 o 2 ore prima di coricarsi) può rendere difficoltoso prendere sonno.4
  • Bere regolarmente aiuta a prevenire la disidratazione che può aumentare la sensazione di fatica.
  • Sostanze stimolanti come la caffeina possono rimanere nell’organismo diverse ore dopo l’assunzione e possono aumentare la vigilanza e pertanto interferire con il sonno. Se i turnisti sentono la necessità di caffeina durante il loro turno, devono cercare di assumerla all’inizio del turno per passare con il progredire del turno a bevande senza caffeina. È bene evitare di assumere alcool per riuscire ad addormentarsi.9


Bibliografia

  1.  Eurofound (2012). Fifth European Working Conditions Survey, Publications Office of the European Union, Luxembourg.
  2. Eberly R & Feldman H. (2010). Obesity and shift work in the general population. Internet J Allied Health Sci Prac 8(3).
  3. Antunes LC et al. (2010). Obesity and shift work: chronobiological aspects. Nutr Res Rev 23:155–168.
  4. Lowden A et al. (2010). Eating and shift work – effects on habits, metabolism and performance. Scand J Work Health 36(2):150–162.
  5. Thomas C & Power C. (2010). Shift work and risk factors for cardiovascular disease: a study at age 45 years in the 1958 British birth cohort. Eur J Epidemiol 25(5):305–14.
  6. Atkinson G et al. (2008). Exercise, energy balance and the shift worker. Sports Med 38(8):671–685.
  7. Buxton OM et al. (2012). Adverse metabolic consequences in humans of prolonged sleep restriction combined with circadian disruption. Sci Transl Med 4(129):129ra43.
  8. Progetto Europeo, EuRhythDia: http://www.eurhythdia.eu/
  9. Dietitians of Canada (2010). Fact Sheet – Are there special nutritional considerations for shift workers? Canadian Health Network: http://gov.ns.ca/psc/pdf/employeeCentre/healthyWorkplace/healthyEating/03_16_ShiftWork.pdf
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Data ultimo aggiornamento del sito 24/08/2016
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