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ALIMENTAZIONE OGGI 03/2007

Iperattività e coloranti alimentari artificiali

Food TodayPiù di trent’anni fa fu ipotizzato che l’iperattività correlata ai disturbi dell’apprendimento potesse essere attribuita in gran parte ai coloranti alimentari artificiali così come ad alcuni frutti e vegetali contenenti salicilati e zucchero. Da allora, numerosi scienziati hanno tentato di dimostrare queste teorie ma i risultati rimangono controversi.

Che cos’è il Disordine da Deficit di Attenzione con Iperattività (DDAI)?

Il DDAI colpisce in media un bambino per classe; si tratta di bambini impulsivi, con tendenza a muoversi e parlare in eccesso, incapaci di mantenere l’attenzione e di organizzare un discorso. I bambini affetti da DDAI possono incontrare serie difficoltà durante la propria carriera scolastica e uno su due si porterà avanti questo fardello da adulto sentendosi incapace di mantenere un posto di lavoro o persino un appuntamento. 1

Non si conosce la causa precisa del DDAI, ma sembra ci sia una forte influenza genetica. Recenti studi hanno evidenziato delle differenze di attività cerebrale tra i bambini affetti da DDAI e quelli normali, in modo particolare in quelle aree che regolano l’attenzione, la concentrazione e l’inibizione dell’impulso. 2

I farmaci psicostimolanti, come l’amfetamina e il metilfenidato, sono comunemente utilizzati per controllare i sintomi ma non curano il disordine. L’uso eccessivo di questi farmaci sta destando notevole preoccupazione circa un loro possibile abuso e per la mancanza di informazioni riguardanti i loro effetti a lungo termine.

La dieta è coinvolta?

Durante gli anni ’70, le pubblicazioni scientifiche affermavano che circa il 30-50% dei bambini iperattivi miglioravano se sottoposti a una dieta priva di coloranti alimenatri artificiali e salicilati (i salicilati sono naturalmente presenti in frutta e verdura come mele, ciliegie, uva, arance e pomodori). 3 Altri studi hanno testato questa dieta e vari additivi alimentari tra gli anni ’70 e ’80 con risultati variabili; alcuni hanno evidenziato un notevole effetto della dieta sul comportamento mentre altri un effetto minimo.

Nel 1982, l’Istituto Nazionale della Sanità Americano concluse che le restrizioni dietetiche aiutavano solo una piccola percentuale di bambini affetti da DDAI. 4 Raccomandò quindi ulteriori studi e notò che il progresso in questo ambito era ostacolato dalla limitata conoscenza del DDAI e dalla mancanza di procedure diagnostiche standardizzate efficaci. Per esempio molti bambini affetti da DDAI soffrono anche di allergie alimentari. Poichè le allergie alimentari possono causare esse stesse dei problemi comportamentali, è possibile che qualche bambino a cui è stato diagnosticato il DDAI in realtà non ne soffrisse.

Studi e pubblicazioni più recenti hanno comunque dimostrato una notevole influenza della dieta su questo disordine. Nel 2004 una review ha confrontato 15 studi in doppio cieco effettuati utilizzando gli stessi coloranti alimentari artificiali. 5 Con una dieta priva di un particolare tipo di colorante artificiale, il miglioramento in termini di memoria e condotta era pari circa a un terzo di quello osservato tipicamente dopo trattamento medico e avveniva tanto nei bambini affetti da DDAI quanto in quelli normali. Questo risultato non supporta l’ipotesi che i bambini “iperattivi” e quelli “normali” possano reagire in modo differente a questi composti. Un altro studio, sempre nel 2004, ha confermato questi risultati in bambini in età prescolastica. 6

Pertanto i risultati sono per lo più inconclusivi e nella maggior parte dei casi di difficile interpretazione. Sono stati impiegati metodi molto differenti tra uno studio e l’altro per valutare gli effetti della dieta: alcuni hanno testato diete complete altri solo singoli ingredienti, alcuni hanno tolto ingredienti mentre altri ne hanno aggiunti, alcuni hanno utilizzato come soggetti bambini sensibili ad alcuni ingredienti mentre altri hanno selezionato bambini con problemi di ‘condotta’ o affetti da DDAI, etc.

Dobbiamo preoccuparci dei coloranti alimentari artificiali?

Non abbiamo una risposta scientifica definitiva circa il ruolo dei coloranti alimentari artificiali nel DDAI. Ad ogni modo, per le persone che desiderano evitare il consumo di tali sostanze, la loro presenza nei prodotti viene indicata nella lista degli ingredienti. Si pensa che altri fattori dietetici giochino un ruolo nel DDAI; in bambini affetti da DDAI sono state riscontrate delle deficienze di acidi grassi a lunga catena omega 3 e 6. Molti genitori e alcuni insegnanti sono convinti che esista una connessione tra dieta e DDAI; forse queste persone, stando a stretto contatto con i bambini, sono in grado di notare quegli effetti della dieta che i clinici non vedono. Sono necessari ulteriori studi sul possibile impatto negativo di componenti specifici della dieta sul comportamento dei bambini.

Bibliografia

1. American Psychiatric Association (2000) Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders DSM-IV-TR. Text Revision, Fourth Edition, Washington, DC.
2. Simon H and Stern TA (2002) What causes attention-deficit hyperactivity disorder?  Review available online
3. Feingold BF (1977) Behavioral disturbances linked to the ingestion of food additives. Delaware Medical Journal Feb;49(2):89-94,1977.
4. National Institutes of Health (1982) Defined Diets and Childhood Hyperactivity. Consensus Development Conference Summary, Volume 4, Number 3 Available online
5. Schab DW and Trinh NH (2004) Do artificial food colors promote hyperactivity in children with hyperactive syndromes? A meta-analysis of double-blind placebo-controlled trials. Journal of Developmental & Behavioral Pediatrics 25(6): 423-434
6. Bateman B, Warner JO, Hutchinson E, Dean T, Rowlandson P, Gant C, Grundy J, Fitzgerald C and Stevenson J (2004) The effects of a double blind, placebo controlled, artificial food colourings and benzoate preservative challenge on hyperactivity in a general population sample of preschool children Archives of Disease in Childhood 89: 506-511
7. McCann D, Barrett A, Cooper A, Crumpler D, Dalen L, Grimshaw K, Kitchin E, Lok K, Porteous L, Prince E, Sonuga-Barke E, Warner JO, Stevenson J. (2007) Food additives and hyperactive behaviour in 3-year-old and 8/9-year-old children in the community: a randomised, double-blinded, placebo-controlled trial. The Lancet 370(9598):1560-7.
8. Link to EFSA Opinion
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Data ultimo aggiornamento del sito 24/07/2014
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