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Acidi linoleici coniugati: nutrienti portentosi?

33_4_bigL’idea che gli acidi linoleici coniugati (CLA) possano proteggere da alcuni tipi di cancro e dalle malattie cardiache è allettante, ma i risultati delle ricerche svolte fino ad oggi, seppure incoraggianti, sono ancora lontani dall’essere definitivi.

Gli acidi linoleici coniugati sono componenti naturali degli alimenti di origine animale e derivano dall’acido linoleico. Essi sono contenuti nel grasso del latte, nei prodotti lattiero caseari e nelle carni degli animali ruminanti. Si sta recentemente assistendo ad un crescente interesse sul contenuto degli acidi linoleici coniugati nell’alimentazione, come conseguenza del fatto che, studi effettuati soprattutto sugli animali, ne hanno messo in evidenza i possibili benefici per la salute. Dal momento che oggigiorno tra i consigli da seguire per una corretta alimentazione vi è quello di ridurre i grassi animali, ci si chiede cosa potrebbe comportare la possibile diminuzione degli acidi linoleici coniugati nella propria dieta e quali possano essere le conseguenze per la salute.

Alcune ricerche hanno analizzato gli effetti degli acidi linoleici coniugati rispetto a diverse patologie, tra cui il cancro, le malattie cardiache, il diabete ed è stata studiata la loro capacità di controllo del peso corporeo. I risultati in tutti questi ambiti, tuttavia, sono molto lontani dall’essere conclusivi

Protezione contro il cancro

Le prime ricerche eseguite su cavie animali dimostrarono che gli acidi linoleici coniugati potevano inibire la formazione e lo sviluppo del cancro; oggi alcune evidenze dimostrano che questi acidi possono contribuire a proteggerci da alcuni tipi di cancro. La maggior parte dei risultati riguardanti gli effetti degli acidi linoleici coniugati sul cancro della mammella, della pelle, del fegato e del colon, proviene da studi effettuati su tessuti animali e umani. Benché il numero di studi clinici eseguiti sia limitato, ricerche recenti hanno riscontrato che un basso rischio di cancro alla mammella è associato all’assunzione di grandi quantità di acidi linoleici coniugati, ad un elevato consumo di formaggio e ad alti livelli di acidi linoleici coniugati nel sangue. Queste associazioni, tuttavia, non spiegano i rapporti di causa-effetto e pertanto sono necessari ulteriori studi sull’uomo per verificare la validità di questi promettenti risultati.

Malattie cardiovascolari

Uno dei maggiori fattori di rischio per l’insorgenza di cardiopatie coronariche è il livello anomalo di grassi nel sangue e specialmente quello del colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità) detto anche “colesterolo cattivo”. La ricerca sui potenziali effetti benefici degli acidi linoleici coniugati è stata alimentata dai risultati ottenuti con cavie animali, ma il numero limitato di studi effettuati sull’uomo non ha ancora fornito dimostrazioni concrete degli effetti benefici sui grassi del sangue e sull’aterosclerosi (indurimento delle arterie).

Diabete

In Europa, l’incidenza del diabete di tipo II (il diabete normalmente associato al sovrappeso) sta aumentando drammaticamente. Esistono alcune prove del fatto che gli acidi linoleici coniugati hanno la capacità di normalizzare il metabolismo del glucosio. Anche se è ancora lontana dal fornire risultati conclusivi, la ricerca in questo ambito è auspicabile.

Composizione dell’organismo

È stato dimostrato che gli acidi linoleici coniugati possono alterare la composizione dell’organismo nei topi ancora in fase di crescita, causando un maggiore dispendio di energie, un incremento della massa muscolare e una riduzione del grasso corporeo. Effetti di questo genere non sono stati riscontrati negli studi sull’uomo e, pertanto, è necessario proseguire la ricerca in questo senso.

Dove trovare gli acidi linoleici coniugati

Gli acidi linoleici coniugati si trovano negli alimenti grassi derivanti da animali ruminanti, come il latte intero, i prodotti lattiero-caseari e le carni grasse. Il contenuto di acidi linoleici coniugati di questi alimenti può essere incrementato, aumentando il quantitativo di oli vegetali con elevati valori di acidi linoleici (come gli oli di semi di girasole e di soia) nel mangime delle mucche. È stato dimostrato, per esempio, che ciò aumenta i livelli degli acidi linoleici coniugati nel latte. Inoltre, tenere le mucche a pascolo accresce il contenuto di acidi linoleici coniugati nel latte, specialmente quando l’erba è ad uno stadio iniziale di crescita.

Sono necessarie ulteriori ricerche

Sebbene le ricerche appaiano incoraggianti, non si può trarre alcuna conclusione certa riguardo al contenuto ottimale di acidi linoleici coniugati nell’alimentazione e, per questo, non esistono indicazioni circa la loro assunzione. Rimane da verificare cosa può comportare l’assunzione di livelli più elevati di acidi linoleici coniugati. In questo caso, come in tutte le scoperte nel dinamico ambito dell’alimentazione, è necessario proseguire la ricerca.

Referenze

  • Cannella C and Giusti AM (2000) Conjugated linoleic acid: a natural anticarcinogenic substance from animal food. Ital. J Food Sc, 12:123-27
  • Lawson, RE, Moss, AR & Givens, DI (2001) The role of dairy products in supplying conjugated linoleic acid to man's diet: a review. Nutrition Research Reviews 14, 153-172
  • Stanley, J & Hunter, K (2001) The wonder nutrient. Chemistry and Industry, 19th November, 729-731

FOOD TODAY 06/2002

Fonte: The European Food Information Council

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