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Progetti EU supplemento 06/2011

È tempo di scoprire la ricetta per un sano invecchiamento in Europa

Gli Europei vivono più a lungo. È una buona notizia naturalmente, ma anche un occasione perché la gente non debba solo invecchiare, ma anche rimanere in buona salute il più a lungo possibile. Il progetto NU-AGE, fondato dall’Unione Europea, si occuperà di come la dieta possa salvaguardare la salute nei più anziani ed aiutare a prevenire lo sviluppo delle malattie legate all’età.

L’invecchiamento in Europa
Migliori condizioni di vita, uno stile di vita più sano e una istruzione più elevata, così come una maggiore disponibilità di servizi sanitari han fatto sì che gli Europei abbiano una aspettativa di vita di 78 anni – un incremento di 8 anni rispetto al 1980.1 L’aumento dell’aspettativa di vita, in combinazione con il basso tasso di incremento delle nascite, porta a una crescente proporzione di anziani nella popolazione, che si prevede possa raggiungere il 40% per il 2030.1 Perciò, migliorare la salute dei nostri anziani, non solo li salverà dalla sofferenza di condizioni legate all’età, ma ne alleggerirà anche il peso sulla società con costi sanitari sociali ridotti.

Dieta ed invecchiamento – un caso per NU-AGE
La dieta è uno dei tanti fattori – sia biologici sia ambientali – che giocano un ruolo nell’invecchiamento. Selezionando attentamente la nostra dieta noi possiamo intervenire sul processo di invecchiamento. Tuttavia, l’influenza della dieta sulle condizioni legate dall’età è un area di ricerca relativamente poco esplorata e non è ancora chiaro quale sia la dieta ottimale per un sano invecchiamento.

Quello che sappiamo é che il cibo che mangiamo può influenzare lo sviluppo d’infiammazione, una parte naturale del processo di invecchiamento. Una infiammazione cronica negli anziani si è dimostrata essere un fattore di rischio nelle malattie legate all’invecchiamento, come l’arteriosclerosi (restringimento e indurimento delle pareti delle arterie con il risultato di un aumento di rischio di malattie cardiache), diabete di tipo 2, e neuro degenerazione che porta al declino cognitivo.

In questo senso, il progetto NU-AGE finanziato dalla Commissione Europea vuole ottenere nei prossimi 5 anni una maggiore conoscenza sul ruolo della dieta nelle infiammazioni legate alla vecchiaia. I ricercatori di NU-AGE cercheranno di identificare delle strategie dietetiche per conoscere le specifiche esigenze nutrizionali e prevenire le malattie legate all’invecchiamento

La ricerca NU-AGE
Uno dei primi compiti per NU-AGE è il progetto della piramide dell’alimentazione per coloro che hanno più di 65 anni. Questo verrà sviluppato da linee guida alimentari basate sul cibo illustrando le proporzioni dei differenti cibi che dovrebbero essere incluse in una dieta bilanciata. La piramide alimentare NU-AGE verrà progettata per conoscere i bisogni nutrizionali degli anziani, enfatizzando il concetto di densità nutrizionale, e l’assunzione di una giusta quantità di acqua, fibre dietetiche, vitamina D e vitamina B12.

Per studiare l’effetto della piramide alimentare NU-AGE sulla salute e i fattori che favoriscono l’invecchiamento, gli anziani di tutta Europa riceveranno consigli sull’alimentazione, integratori alimentari e altri supporti per correggere le loro diete e avvicinarsi alla piramide. Verranno raccolti ed analizzati dati sul cibo ingerito e campioni biologici, per esempio di sangue, e i risultati verranno comparati con quelli della popolazione anziana che non partecipa all’intervento dietetico. Parallelamente, a fianco dell’intervento dietetico verranno valutati i fattori socio-economici nella scelta del cibo e il migliore modo per comunicare suggerimenti alimentari agli ultra 65 enni.

La ricerca diventa cibo
Sulla base delle conoscenze raggiunte a proposito dell’influenza della dieta sull’invecchiamento e al suo potenziale nell’aiuto alla prevenzione delle malattie senili, verranno sviluppati cibi studiati appositamente per consumatori anziani. NU-AGE eseguirà anche ricerche sulla capacità di comprendere degli anziani e sul loro comportamento verso la salute e verso richieste di prodotti alimentari, ciò al fine di identificare i migliori modi di comunicare in proposito.

Il consorzio NU-AGE
Il progetto NU-AGE è guidato dal Professor Franceschi dell’Università di Bologna, che coordinerà il consorzio. Il consorzio comprende 31 partners, che coprono l’ampia gamma di esperienze richieste nel progetto. La maggioranza dei partners sono università ed altri istituti di ricerca, ma hanno un ruolo importante anche esponenti dell’industria alimentare e delle bevande, dalle piccole e medie industrie fino alle grandi imprese, cosi come le associazioni commerciali, come EUFIC che guida le attività di comunicazione.

Conclusioni
Con la sua attività, NU-AGE cercherà di colmare l’attuale deficit di conoscenza su come tutta la dieta può influire positivamente sulle malattie e sul declino funzionale degli anziani (queste conoscenze saranno assai importanti ad una vasta gamma di sostenitori – dalla comunità scientifica e medica all’industria e alla politica. Creare consapevolezza ed aumentare la comprensione del ruolo dell’alimentazione per un sana vecchiaia, li aiuterà nei loro sforzi per migliorare la salute e la qualità della vita nell’invecchiamento della nostra popolazione in Europa.

NU-AGE – Nuove strategie dietetiche indirizzate agli specifici bisogni o necessità della popolazione anziana per un sano invecchiamento in Europa – riceve fondi di ricerca dalla Comunità Europea Settimo Programma Quadro (Contratto n° 266486).

Bibliografia

  1. OECD (2010), Health at a Glance: Europe 2010, OECD Publishing. Disponibile su: http://dx.doi.org/10.1787/health_glance-2010-en
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Data ultimo aggiornamento del sito 14/04/2014
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