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ALIMENTAZIONE OGGI 03/2006

L’epidemia di sindrome metabolica

Food TodayUn Europeo su sei, e fino a uno su tre in alcuni Paesi dell’UE, hanno la sindrome metabolica, una condizione che aumenta moltissimo il rischio di diabete di Tipo 2, malattie cardiovascolari e ictus, e può portare a morte prematura. La causa della diffusione di massa di questa sindrome è la rapida crescita dei tassi di sovrappeso e obesità in fasce di età sempre più giovani. La sindrome metabolica si sta insinuando perfino in aree geografiche tradizionalmente protette da una dieta e uno stile di vita sano, come la Grecia o la Francia. L’impatto sociale è fortissimo; gli esperti ritengono infatti che in Europa nel prossimo futuro aumenteranno i costi dell’assistenza pubblica sociale e sanitaria

Una serie di anormalita' nel metabolismo del glucosio e dei grassi

La sindrome metabolica (detta anche Sindrome X o sindrome da insulino-resistenza) viene diagnosticata quando una persona rientra in tre o più delle seguenti condizioni: obesità addominale (circonferenza addominale superiore a 103 cm per gli uomini, superiore a 88 cm per le donne), alti livelli di trigliceridi nel sangue, bassi livelli di colesterolo HDL (lipoproteina a bassa densità), pressione alta e alti livelli di zucchero nel sangue a digiuno – per quanto ci siano alcune differenze fra le organizzazioni nazionali e internazionali sull’esatta determinazione di questi criteri.

Effetti negativi a cascata sulla salute

Tutti i fattori associati alla sindrome metabolica sono correlati fra loro. L’obesità e la mancanza di esercizio fisico portano all’insulino-resistenza. A sua volta l’insulino-resistenza aumenta il colesterolo LDL (lipoproterina a bassa densità – il colesterolo “cattivo”) e i trigliceridi nel sangue, e abbassa il colesterolo HDL (lipoproteina ad alta densità – il colesterolo “buono”). Questo può portare al deposito di placche di grasso nelle arterie le quali, a lungo andare, possono causare malattie cardiovascolari, trombi e icuts. L’insulino-resistenza inoltre aumenta i livelli di insulina e di glucosio nel sangue. Livelli cronicamente elevati di glucosio a loro volta danneggiano i vasi sanguigni e gli organi come  i reni, e possono portare al diabete. A causa degli alti livelli di insulina, il rene trattiene troppo sodio e questo aumenta la pressione sanguigna e può portare all’ipertensione.

Gli sforzi della ue per domare il mostro

La Commissione Europea sta portando avanti un ambizioso programma di ricerca a 5 anni, LipGene, per approfondire la sindrome metabolica. Questo imponente sforzo coordinato di 25 centri di eccellenza ci aiuterà a comprendere come l’alimentazione (e in particolare i grassi alimentari) e il corredo genetico individuale contribuiscono alla sindrome. Il programma, che contribuirà anche a sviluppare misure efficaci per combattere questa condizione, include: uno studio su larga scala di intervento sulla nutrizione umana, lo sviluppo di nuove tecnologie per aumentare il contenuto negli alimenti di “grassi buoni” come gli acidi grassi omega-3 a catena lunga e una campagna di educazione.CHE COSA POSSIAMO FARE PER AIUTARE NOI STESSI?
 
Per qualcuno il modo migliore di prevenire o ridurre l’insulino-resistenza è mantenere un peso salutare, fare sane scelte alimentari ed essere attivo. Per chi è sovrappeso, può essere di aiuto limitare l’apporto calorico per perdere il 5-10% del peso corporeo. La dieta ha anche un effetto indipendente dal dimagrimento – dati scientifici dimostrano che la dieta mediterranea e le diete ricche di acidi grassi omega-3 a catena lunga (p.es. ricche di pesce) o di cereali integrali riducono tutte il rischio di sindrome metabolica. Anche un’attività fisica moderata per almeno 30 minuti al giorno è efficace – per esempio, fare le scale invece di prendere l’ascensore, non usare il telecomando per la TV, stare in piedi anziché seduti ogni volta che sia possibile, camminare per andare al lavoro.

Abbiamo bisogno di saperne di piu' sulla sindrome metabolica?

È molto importante avere una migliore comprensione della sindrome metabolica. Ciò renderebbe possibile l’identificazione delle persone ad aumentato rischio di malattia, per le quali potrebbero essere giustificati interventi più decisi. Da un punto di vista epidemiologico, la sindrome metabolica conferma il legame fra i disturbi legati allo stile di vita (obesità, insulino-resistenza, iperglicemia, ecc) e l’aumento del rischio cardiovascolare. Alla fine, ci fornisce una fortissima motivazione per migliorare il modo in cui ci occupiamo della nostra salute.

Testi di riferimento

  • Chaplin, S. Type 2 diabetes prevention and management. (2005) ILSI Europe concise monograph series.
  • Pi-Sunyer, FX. Pathophysiology and long-term management of the metabolic syndrome. (2004) Obesity Research 12 Suppl:174S-80S.
  • Buttriss, J and Nugent, A. LipGene: an integrated approach to tackling the metabolic syndrome. (2005) Proceedings of the Nutrition Society 64: 345-347. See also LipGene website on www.lipgene.tcd.ie.
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Data ultimo aggiornamento del sito 23/07/2014
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