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FONDAMENTI 06/2006

Obesità e sovrappeso

1. Introduzione

Uno dei problemi più comuni tra quelli correlati al moderno stile di vita è il sovrappeso. Il sovrappeso grave, o obesità, è uno dei maggiori fattori di rischio per lo sviluppo di molte patologie croniche quali: malattie cardiache e respiratorie, diabete mellito non-insulino dipendente o diabete di Tipo 2, ipertensione e alcune forme di cancro, come anche il rischio di morte precoce. Gli studi scientifici più recenti e i dati rilevati dalle compagnie di assicurazione sulla vita hanno dimostrato che i rischi per la salute provocati da un eccesso di grasso corporeo non sono solo legati ai gravi problemi dell'obesità, ma sono associati anche ad un aumento di peso relativamente ridotto.
L'obesità e il sovrappeso sono problemi gravi che costituiscono un onere finanziario enorme e crescente per le risorse nazionali. Comunque, queste patologie sono ampiamente prevenibili con ragionevoli cambiamenti nel proprio stile di vita.

2. Che cos’è l’obesità e quando si può dire di essere obesi o in sovrappeso?

L’obesità è spesso definita semplicemente come una situazione di accumulo anomalo o eccessivo di grasso nei tessuti adiposi del corpo che comporta rischi per la salute. La causa di fondo è un’eccedenza energetica che determina un aumento di peso; in altre parole le calorie introdotte sono superiori alle calorie bruciate.
Per aiutare le persone a determinare il proprio peso-forma, si usa una semplice misurazione del rapporto tra peso e altezza chiamata Indice di Massa Corporea (IMC). L'IMC costituisce un utile strumento, abitualmente utilizzato da medici e altri professionisti del settore sanitario, per classificare il livello di sottopeso, sovrappeso e obesità negli adulti. L'IMC si calcola prendendo il peso in chilogrammi diviso per altezza in metri al quadrato (kg/m2). Per esempio, un adulto che pesa 70 kg ed è alto 1,75 m avrà un IMC di 22,9.

Rientrano nella classificazione di sovrappeso e obesità i soggetti con un valore IMC rispettivamente uguale o superiore a 25 e a 30. In generale, un IMC tra 18,5 e 24,9 classifica un soggetto "sano", mentre un soggetto con un IMC tra 25 e 29,9 è un soggetto con un "aumentato rischio" di sviluppare disturbi associati. Infine, un soggetto con un IMC uguale o superiore a 30 corre un rischio "da moderato ad alto " [1].

INDICE DI MASSA CORPOREA
<18,5 sottopeso
18,5 - 24,9 peso-forma
25 - 29,9 sovrappeso
30 obeso

Distribuzione del grasso: mele e pere

L'IMC, tuttavia, non fornisce informazioni sul grasso totale o su come è distribuito nel corpo. Conoscere la distribuzione del grasso corporeo è molto importante perché, ad esempio, un eccesso di grasso addominale può avere conseguenze in termini di problemi di salute.
Un modo per misurare la distribuzione del grasso è la circonferenza della vita [2]. La circonferenza della vita non è correlata all'altezza e fornisce un metodo semplice e pratico per identificare le persone in sovrappeso che sono maggiormente a rischio di malattie associate all'obesità. Se la circonferenza della vita è superiore a 94-102 cm per l'uomo e 80-88 cm per la donna, significa che i soggetti hanno un eccesso di grasso addominale ed sono quindi maggiormente a rischio di incorrere in problemi di salute, anche se il loro IMC è più o meno nella norma [3, 4].

La misurazione della circonferenza della vita divide le persone in due categorie: androide e ginoide. I soggetti con una distribuzione del tessuto adiposo di tipo androide (forma a "mela") hanno la maggior parte del grasso corporeo intraddominale e localizzato intorno allo stomaco e al petto e sono i soggetti che corrono maggiormente il rischio di sviluppare malattie collegate all'obesità.
Gli individui con una distribuzione del grasso di tipo ginoide (forma a "pera") hanno la maggior parte del grasso corporeo localizzata intorno ai fianchi, alle cosce e al sedere e sono i soggetti che corrono i rischi più alti di sviluppare problemi di mobilità. Gli uomini obesi hanno maggiori probabilità di essere "mele" e le donne "pere" [5].

3. La dinamica dell’equilibrio energetico: il concetto chiave

Il principio fondamentale dell’equilibrio energetico è:

Changes in energy (fat) stores
=
energy (calorie) intake - energy expenditure

Sovrappeso e obesità sono influenzati da molti fattori tra cui la predisposizione ereditaria, fattori ambientali e comportamentali, invecchiamento e gravidanze [6]. È comunque assodato che non sempre l'obesità è semplicemente il risultato di un eccessivo indulgere a cibi particolarmente gradevoli al palato o della mancanza di attività fisica. Entrano in gioco anche fattori biologici (ormoni, genetica), stress, farmaci e invecchiamento.

Tuttavia, alimentazione e attività fisica influenzano notevolmente l'equazione dell'equilibrio energetico e sono anche i fattori più modificabili. Sicuramente, una dieta ricca di grassi [7], ad alto contenuto calorico [8, 9], e lo stile di vita sedentario [10, 11] sono le caratteristiche più strettamente correlate alla crescente diffusione dell'obesità in tutto il mondo. Inversamente, la perdita di peso si verifica quando l'apporto energetico è inferiore al dispendio energetico, per un periodo di tempo prolungato. Una dieta ipocalorica abbinata ad un aumento dell'attività fisica è generalmente il consiglio fornito dai dietologi per una perdita di peso duratura [12]. Per maggiori informazioni consultare: attività fisica e le basi di una dieta sana.

Le diete miracolose che limitano eccessivamente le calorie o escludono determinati gruppi di alimenti sono da evitare perché mancano spesso di nutrienti importanti e/o non possono essere seguite per periodi prolungati. Inoltre, non insegnano abitudini alimentari corrette e possono provocare un effetto yo-yo (aumento e calo di peso ciclico dovuto all'alternarsi di periodi di sottoalimentazione e sovralimentazione). Questo tipo di comportamento alimentare se mantenuto a lungo termine può essere pericoloso per la salute fisica e mentale. In ogni caso, un soggetto non dovrebbe porsi come obiettivo di perdere più del 10% del suo peso iniziale, percentuale già utile ad avvertire un miglioramento dello stato di salute generale [13].

4. Qual è l’attuale situazione dell’obesità e del sovrappeso?

Le più recenti evidenze scientifiche indicano che la diffusione del sovrappeso e dell'obesità sta aumentando drammaticamente in tutto il mondo e che il problema sta rapidamente crescendo nei bambini e negli adulti.
I dati più esaustivi sulla diffusione dell’obesità nel mondo sono quelli del progetto MONICA (MONItoring of trends and determinants in CArdiovascular diseases study) realizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) [14]. Unitamente alle informazioni raccolte nelle indagini condotte a livello nazionale, i dati indicano che, nella maggior parte dei Paesi europei, la diffusione dell'obesità ha registrato un aumento del 10-40% circa negli ultimi 10 anni, con oscillazioni tra il 10-20% per gli uomini e tra il 10-25% per le donne [15]. L'incremento più allarmante è stato rilevato in Gran Bretagna, dove quasi i due terzi degli uomini adulti e oltre la metà delle donne adulte sono in sovrappeso o sono obesi [16]. In Inghilterra, tra il 1995 e il 2002, l'obesità è raddoppiata tra i ragazzi passando dal 2,9% al 5,7%, mentre, tra le ragazze è aumentata dal 4,9% al 7,8%. Quindi, un ragazzo su 5 e una ragazza su 4 sono in soprappeso o obesi. Tra i giovani dai 16 ai 24 anni l'obesità è aumentata dal 5.7% al 9,3%, mentre tra le giovani donne è aumentata dal 7,7% al 11,6% [17]. (Fonte: The International Obesity Task Force , www.iotf.org)

5. Quali sono le conseguenze di obesità e sovrappeso sulla salute?

Le conseguenze di obesità e sovrappeso sulla salute sono molte e varie: dall'aumento del rischio di morte prematura a diversi disturbi debilitanti e psicologici che non sono letali, ma che possono influire negativamente sulla qualità della vita [18].
The major health problems associated with obesity and overweight are:

Diabete di Tipo 2
Malattie cardiovascolari e ipertensione
Malattie respiratorie (sindrome da “apnea nel sonno”)
Alcune forme di cancro
Osteoartrite
Problemi psicologici
Alterazione della qualità della vita

Il grado di rischio è influenzato, per esempio, dalla quantità relativa di peso in eccesso, dalla localizzazione del grasso corporeo, dall'importanza dell'aumento di peso nell'età adulta e dalla quantità di attività fisica. La maggior parte di questi problemi può essere migliorata con un calo di peso relativamente modesto (10-15%), soprattutto se abbinato ad un incremento dell'esercizio fisico.

5.1. Diabete di Tipo 2 e resistenza all’insulina

Di tutte le malattie gravi, il Diabete di Tipo 2 (il diabete che si sviluppa normalmente in età adulta) o diabete mellito non insulino-dipendente (NIDDM), è quello maggiormente legato all’obesità e al sovrappeso. In effetti, il rischio di sviluppare il Diabete di Tipo 2 aumenta già con un IMC nettamente al di sotto della soglia dell’obesità (IMC = 30). Le donne obese hanno probabilità 12 volte superiori di sviluppare il Diabete di Tipo 2 rispetto alle donne con un peso normale. Il rischio di Diabete di Tipo 2 aumenta parallelamente all’IMC, soprattutto nei soggetti con una predisposizione genetica a questa malattia e cala parallelamente alla perdita di peso [19].

5.2. Malattie cardiovascolari e ipertensione

Le malattie cardiovascolari (CVD) comprendono la malattia coronarica (CHD), l’ictus e la malattia vascolare periferica. Queste patologie sono responsabili di un’elevata percentuale (fino ad un terzo) della mortalità di uomini e donne nella maggior parte dei Paesi industrializzati con una crescente incidenza nei Paesi in via di sviluppo.

L'obesità predispone l'individuo ad una serie di fattori di rischio cardiovascolare tra cui l'ipertensione e l'aumento del tasso di colesterolo nel sangue. Nella donna, l'obesità è al terzo posto tra i fattori di rischio di malattie cardiovascolari, dopo l'età e la pressione arteriosa [20]. Il rischio di attacco cardiaco per una donna obesa è circa tre volte superiore a quello di una donna magra della stessa età.

I soggetti obesi hanno maggiori probabilità di avere alti livelli di trigliceridi (grassi) e di lipoproteina a bassa densità (LDL) o "colesterolo cattivo" e una diminuzione della lipoproteina ad alta densità (HDL) o "colesterolo buono". Questo profilo metabolico si riscontra il più delle volte nelle persone obese con un elevato accumulo di grasso endo-addominale (forma a “mela") ed è stato messo in relazione con un aumento del rischio di malattie coronariche. Con la perdita di peso, è prevedibile un miglioramento dei livelli di lipidi nel sangue. Una perdita di peso di 10 kg può determinare un calo del 15% dei livelli di colesterolo LDL e dell'8% dei livelli di colesterolo HDL [21].

L’associazione tra ipertensione (pressione arteriosa elevata) e obesità è ampiamente documentata e la proporzione di ipertensione attribuibile all’obesità, nelle popolazioni occidentali, è stata stimata intorno al 30-65%. In effetti, la pressione arteriosa sale parallelamente al IMC; per ogni aumento di peso di 10 kg, la pressione sale di 2-3mm Hg. Inversamente, il calo di peso induce una diminuzione della pressione arteriosa e solitamente, per ogni riduzione del peso corporeo pari all’1%, la pressione scende di 1-2mm Hg.

La diffusione dell’ipertensione nei soggetti in sovrappeso è quasi tre volte superiore rispetto agli adulti con peso normale e il rischio di ipertensione negli individui in sovrappeso tra i 20 e i 44 anni è quasi sei volte superiore rispetto agli adulti con peso normale.

5.3. Cancro

Anche se la correlazione tra obesità e cancro è meno ben definita, vari studi hanno rilevato un’associazione tra sovrappeso e incidenza di alcune forme di cancro, in particolare quelle ormone-dipendenti e gastrointestinali. Sono stati documentati maggiori rischi di cancro al seno, all’endometrio, alle ovaie e all’utero nelle donne obese e vi sono prove di un aumento del rischio di cancro alla prostata e al retto negli uomini. L’associazione più netta è con il cancro al colon, per il quale l’obesità aumenta di quasi tre volte il rischio, sia nell’uomo che nella donna.

5.4. Osteoartrite

Le malattie degenerative delle articolazioni portanti, come il ginocchio, sono complicazioni molto diffuse dell'obesità e del sovrappeso [22]. Il danno meccanico alle articolazioni, determinato dal carico eccessivo, è generalmente ritenuto esserne la causa. Anche il dolore nella parte inferiore della schiena è più comune nei soggetti obesi e può essere uno dei fattori che contribuiscono maggiormente a causare l'assenza dal lavoro imputabile all'obesità.

5.5. Aspetti psicologici

L'obesità è decisamente stigmatizzata in molti Paesi europei, sia in termini di percezione di un aspetto fisico indesiderabile che in termini di difetti di carattere che si suppone indicare. Già a sei anni, i bambini percepiscono i coetanei obesi come "pigri, sporchi, stupidi, brutti, bugiardi e imbroglioni" [23].
Le persone obese devono lottare contro la discriminazione. Studi dimostrano che nel Regno Unito e negli USA le giovani donne in sovrappeso guadagnano decisamente meno delle loro coetanee sane di peso normale o affette da altri problemi di salute cronici [24].
Anche la sovralimentazione nervosa si verifica con maggior frequenza tra i soggetti obesi e molte persone affette da questo disordine alimentare hanno una lunga storia di alimentazione incontrollata e continue variazioni di peso [25].

6. Qual è il costo economico dell’obesità e del sovrappeso?

In base a studi effettuati a livello internazionale, si è riscontrato che i costi economici legati all'obesità e al sovrappeso rappresentano dal 2 al 7% dei costi sanitari totali, a seconda delle modalità di realizzazione dell'analisi [15]. In Francia, per esempio, il costo diretto delle malattie correlate all'obesità (compresi assistenza sanitaria personale, assistenza ospedaliera, servizi medici e farmaci per le patologie con un rapporto evidente con la stessa) ammonta al 2% circa della spesa sanitaria totale [26]. In Olanda, la proporzione della spesa totale per l'assistenza medica di base imputabile a queste patologie è intorno al 3-4% [27].
In Inghilterra, si stima che il costo finanziario annuale per il trattamento dell'obesità ammonti a 0,5 miliardi di sterline a carico del Servizio Sanitario Nazionale e abbia ripercussioni a livello economico nell'ordine dei 2 miliardi di sterline. Il costo umano stimato è di 18 milioni di giorni di malattia all'anno e 30.000 decessi all'anno, che determinano una perdita di 40.000 anni di vita lavorativa e un accorciamento della vita di nove anni in media [28].

7. Quali sono i principali attori che promuovono uno stile di vita sano?

La promozione di una dieta sana e di un maggior livello di attività fisica per il controllo del sovrappeso, implica la partecipazione attiva di molti gruppi diversi, tra cui i competenti organi governativi, i professionisti del settore sanitario, l’industria alimentare, gli organismi di comunicazione di massa e i consumatori. Ci deve essere una condivisione di responsabilità per favorire una corretta alimentazione, povera di grassi, ricca di carboidrati complessi e abbondante di frutta e verdura fresca.

È sicuramente necessario un maggior impegno per aumentare le possibilità di praticare attività fisica, soprattutto in seguito alla crescente urbanizzazione, all’invecchiamento della popolazione e al contestuale incremento del tempo dedicato ad attività sedentarie.

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Data ultimo aggiornamento del sito 17/04/2014
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