Il SUVIMAX, importante studio francese che analizza l’impatto delle vitamine e dei minerali antiossidanti nella prevenzione della cardiopatie coronariche e del cancro, è finalmente arrivato ad un verdetto: soltanto negli uomini è stato riscontrato un benefico effetto dall’assunzione di integratori antiossidanti, mentre nelle donne è il regime alimentare che permette di ottenere risultati apprezzabili.
I nutrizionisti avranno già sentito parlare del SUVIMAX, ma per altri potrebbe essere necessario qualche chiarimento. SUVIMAX è l’acronimo di Suppléments en Vitamines et Minéraux antioxydants (Integratori di vitamine e minerali antiossidanti); si tratta del primo studio che dimostra che gli integratori dietetici riducono sia la mortalità che la probabilità di sviluppare il cancro nelle popolazioni occidentali. Lo studio si differenzia per il fatto di aver impiegato quantità realistiche di vitamine e minerali antiossidanti, come quelle che si potrebbero assumere in modo naturale in una dieta bilanciata ricca di frutta e verdura, invece di sperimentare gli effetti di super-dosaggi che non hanno dimostrato alcun beneficio in molti studi precedenti. Secondo Jean Nève, Professore dell’université Libre di Bruxelles e Membro del Comitato Scientifico e di Supervisione del SUVIMAX, si tratta di una differenza importante.
Anni di ricerche
Ci sono voluti otto anni per raccogliere informazioni dietetiche e salutistiche ed effettuare prelievi di sangue in 13.000 volontari, 5.000 uomini e 8.000 donne. I partecipanti allo studio in doppio cieco - nel quale né i ricercatori né i pazienti sanno a quale gruppo appartengono - sono stati suddivisi in due gruppi; al primo è stato somministrato un cocktail di antiossidanti tra cui Vitamina E, Vitamina C, beta-carotene, zinco e selenio; al secondo un placebo. Subito all’inizio del progetto sono state riscontrate differenze tra gli uomini e le donne e gli esami del sangue hanno rivelato che le donne avevano livelli più elevati di Vitamina C e beta-carotene.
Lo svantaggio degli uomini
La principale conclusione di questa ricerca è che gli uomini con livelli più bassi di beta-carotene all’inizio dello studio, presentano un rischio superiore di sviluppare cancro e malattie cardiovascolari, un’associazione riscontrata anche in altri studi. Tale correlazione non si riscontra, tuttavia, nelle donne con livelli di beta-carotene più elevati. Un’analisi più approfondita rivela un nesso tra la concentrazione di beta-carotene nel plasma e il consumo di frutta e verdura. Chiaramente, coloro che consumano meno frutta e verdura, in questo caso gli uomini, presentano livelli più bassi di beta-carotene.
Le buone notizie... E quelle cattive
La domanda cruciale è: consumare una maggior quantità di antiossidanti migliora la salute?
- Negli uomini e nelle donne non è stato possibile attribuire all’assunzione di integratori antiossidanti alcun effetto contro la cardiopatia ischemica
- D’altra parte, e soltanto negli uomini, una pastiglia di antiossidanti al giorno riduce del 31% il rischio di sviluppare tutti i tipi di cancro.
- Il rischio di morte per qualsiasi causa si abbassa considerevolmente negli uomini: - 37%.
Non esistono pillole miracolose
I messaggi che emergono dal SUVIMAX sono chiari. Non c’è bisogno, come dimostrano gli studi sulle donne, di affidarsi interamente agli integratori antiossidanti per ridurre il rischio di sviluppare il cancro. Una dieta varia, ricca di frutta e verdura, è la miglior prevenzione. Tuttavia, come emerge dai risultati ottenuti sugli uomini, i soggetti che possono trarne maggiore giovamento sono coloro che consumano meno ossidanti nella dieta normale e che possono ripristinare l’equilibrio con l’assunzione di integratori. In alternativa, è possibile procurarsi gli antiossidanti supplementari direttamente a tavola. Per esempio, anche solo 60 gr di carote grattugiate (beta-carotene) e un kiwi o un’arancia (Vitamina C) equivalgono alla dose somministrata nello studio SUVIMAX.
FOOD TODAY 01/2004