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ALIMENTAZIONE OGGI 11/2000

Partire avvantaggiati nella corsa della vita

Food TodayOgni fase della nostra vita ha esigenze alimentari specifiche. Il professor Peter Agget della Lancashire Postgraduate School of Medicine and Health, Università del Lancashire Centrale, Gran Bretagna, ha analizzato un momento importante della nostra vita: il nostro primissimo approccio agli alimenti solidi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda che, dopo l’allattamento esclusivo al seno per i primi 4-6 mesi di vita, le esigenze nutritive del neonato, che sono in continuo cambiamento, siano soddisfatte da alimenti complementari adeguati e sicuri sotto il profilo nutrizionale, mentre si continua l’allattamento fino ai due anni di età e oltre.

Questa diversificazione della dieta dei neonati è oggetto di discussione. Elementi centrali del dibattito sono: quale sia il momento più adatto per introdurre alimenti complementari e quale tipo di cibo dovrebbe essere somministrato. Molte, ma non tutte le linee di condotta rispecchiano quella dell’OMS, che propone una “dieta mista” a partire dal sesto mese. In ogni caso, in alcuni ambienti dove mancano buone condizioni igieniche, sia nei Paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo, la somministrazione di fluidi o solidi può aumentare il rischio di infezione. Di conseguenza, alcune autorità sostengono che gli alimenti solidi non debbano essere introdotti fino a “circa il sesto mese di età”.

Questo problema, come molti altri legati ai metodi di svezzamento, è molto difficile da risolvere in quanto è influenzato dalla tradizione più che dalla scienza. Per esempio molte madri, anche quelle appartenenti alle popolazioni che approvano l’allattamento nel secondo anno di età, somministrano alimenti solidi ai loro bambini anche a partire dal secondo mese di vita.

Gli studi effettuati su altri mammiferi dimostrano che l’introduzione di altri alimenti oltre al latte materno avviene in un preciso momento dello sviluppo neuro psicologico e metabolico. Nell’essere umano i cambiamenti di tale sviluppo non sono stati descritti nei loro caratteri distintivi, ma è provato che a quattro mesi d’età la coordinazione neuro muscolare dei bambini è sufficientemente sviluppata per permettergli di deglutire cibi semisolidi come pappe preparate con brodo o latte, farine di cereali e omogeneizzati e che i piccoli sono capaci di distinguere alcuni sapori e consistenze. I tempi di raggiungimento della maturità immunologica e metabolica sono meno noti.

Molte autorità sanitarie raccomandano per lo svezzamento l’utilizzo di cereali privi di glutine (spesso viene usato il riso), verdure, frutta e carne.

Il modo migliore di somministrare questi alimenti è con il cucchiaino, mentre non c’è alcun vantaggio nel mescolarli ad alimenti liquidi. Al contrario, questo secondo metodo di somministrazione potrebbe rallentare l’adattamento del bambino agli alimenti solidi. Le prime pappe si preparano di norma in casa utilizzando creme o farine di cereali, latte o brodo, verdure, carne, formaggi, liofilizzati o omogeneizzati. Uno dei potenziali vantaggi dell'uso di prodotti specificatamente formulati è che spesso vengono arricchiti di vitamine e minerali, in particolare il ferro, il cui assorbimento effettivo dipende però dal tipo di prodotto in cui è contenuto.

Il successivo passaggio a cibi tritati meno finemente avviene tra i 6 e i 12 mesi, quando i bambini iniziano a masticare, a gestire la consistenza granulare del cibo macinato e a mangiare con le mani. Come cibi da mangiare da soli sono raccomandati la crosta del pane, i pezzi di frutta e le verdure cotte.

Uno dei problemi associati all’introduzione troppo precoce di pappe salate è il fatto che questo può portare al rifiuto di alimenti relativamente insipidi come il latte. La somministrazione di alimenti solidi precocemente comporta anche un maggior lavoro per i reni che non sono ancora preparati a questo carico. Anche lo svezzamento tardivo provoca problemi quali il rallentamento della crescita e alcune mancanze dal punto di vista nutritivo, in particolare di ferro, zinco, vitamine liposolubili e acidi grassi essenziali.

Il modo in cui i bambini diventano immunologicamente tolleranti alle proteine del cibo rimane tuttora sconosciuto. Lo sviluppo di allergie e le reazioni immunologiche nell’intestino sono causate dall’introduzione precoce di alimenti complementari ed alcuni cibi possono causare reazioni più facilmente rispetto ad altri. Non è chiaro inoltre se l’allattamento possa ridurre questo rischio.

La decisione di non introdurre il glutine nella dieta a questo stadio è basata sul fatto che la sindrome di malassorbimento intestinale, la celiachia, viene associata con la precoce introduzione nella dieta del grano e degli altri cereali che contengono glutine. Per questa ragione il riso e il mais vengono solitamente proposti prima del grano e dei cereali misti. Se nella storia della famiglia esistono già casi di allergie, per cautela si consiglia di ritardare fino a 6 mesi o addirittura fino a un anno di vita l’introduzione di alimenti come il latte vaccino, le arachidi, la soia, uova e pesce che contengono allergeni riconosciuti. Le reazioni immunologiche precoci sono diverse a seconda degli alimenti complementari usati nelle diverse aree geografiche. Per esempio le reazioni al riso sono più comuni in Giappone che in Europa, mentre le reazioni alle arachidi erano più comuni negli Stati Uniti fino al recente loro aumento in Europa. Le allergie alle arachidi e alle uova possono persistere fino all’età adulta, contrariamente ad altre come, ad esempio, quella al latte vaccino.

Sfortunatamente, non esiste modo di prevedere in modo efficace il progresso individuale dei bambini e la loro suscettibilità ad allergie e intolleranze.

L’influenza che la primissima alimentazione ha sulla salute futura può riguardare anche il metabolismo dei nutrienti e il conseguente rischio di malattie cardiovascolari, il diabete tardivo e l’ipertensione. Questo dimostra quanto sia importante ottimizzare l’introduzione di alimenti complementari non solo per un obiettivo immediato ma anche in vista della salute futura.

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Data ultimo aggiornamento del sito 22/08/2014
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