Prosegue l’analisi delle modalità con cui la ricerca sta studiando nuove opportunità per migliorare le colture attraverso la biotecnologia.
I virus che attaccano le piante sono uno dei problemi principali per l’agricoltura di tutto il mondo. Introducendo una protezione genetica le colture diventano resistenti agli attacchi virali, con un ulteriore vantaggio: gli agricoltori possono utilizzare un minor quantitativo d’insetticidi chimici per tenere sotto controllo la diffusione delle malattie.
In tutto il mondo sono già stati avviati alla sperimentazione o posti in commercio cereali, frutta e verdura resistenti ai virus, tra cui: pomodori, patate, meloni, peperoni dolci e papaya. Nel n°9 di Food Today si è già trattato di come molte importanti colture siano state rese resistenti a insetti ed erbicidi, grazie all’introduzione di modificazioni genetiche.
Il miglioramento della qualità degli alimenti è un altro obiettivo fondamentale: uno dei primi risultati ottenuti è stata una varietà di pomodoro che poteva resistere più a lungo in campo, in modo da consentire lo sviluppo degli aromi senza diventare troppo maturo e deteriorarsi. Ciò è stato possibile grazie a una tecnica che reprime il gene responsabile della produzione dell’enzima che aggredisce le cellule della buccia del pomodoro provocandone la rottura. Tecniche simili saranno applicate su altri frutti quali banane, fragole, pesche e meloni.
Il valore nutrizionale della patata americana, una varietà colturale di fondamentale importanza in molti paesi dei tropici a basso reddito, è stato migliorato introducendo un gene di sintesi capace di codificare una “proteina di immagazzinamento”, con elevato contenuto in amminoacidi essenziali, che l’organismo non è in grado di produrre da solo. Sebbene non sia ancora in commercio, i test sulla patata americana si sono rivelati molto promettenti: questa varietà colturale potrebbe essere veramente utile in quelle regioni del mondo in cui è scarso l’apporto di proteine d’alta qualità.
Le biotecnologie possono essere utilizzate anche per accrescere il contenuto vitaminico degli alimenti: gli scienziati infatti, oltre a studiare il modo per aumentare il contenuto di vitamina C ed E in molte varietà di frutta e verdura, stanno anche cercando di aumentare la quantità di vitamina A in alcune varietà di patate, banane e pomodori. Anche questo aspetto è di fondamentale importanza per i paesi in via di sviluppo dove la carenza di vitamina A, che provoca un indebolimento della vista, è abbastanza comune. L’interesse verso alimenti che fanno bene alla salute o con proprietà terapeutiche comprende anche lo sviluppo di piante capaci di produrre vaccini.
Oggetto d’attenzione sono anche i batteri che provocano diarrea come l’Escherichia coli, una delle cause principali di mortalità infantile. In una serie di test i ricercatori hanno introdotto il gene per una proteina dell’Escherichia coli nelle patate. Nei volontari che le hanno mangiate, queste patate hanno stimolato la produzione di anticorpi alla proteina introdotta. Il passo successivo della ricerca sarebbe l’assunzione di Escherichia coli da parte dei volontari, resi immuni, per verificare se gli anticorpi possano prevenirne gli effetti. Nuove ricerche propongono la modificazione genetica di alcune piante per far loro produrre insulina in forma commestibile: le piante potrebbero inoltre essere utilizzate per la produzione su larga scala di costosi anticorpi monoclonali per la cura di varie malattie.
FOOD TODAY 03/1999