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Una vecchia storia

Le Nazioni Unite hanno proclamato il 1999 l’anno dell’Anziano. A questo proposito, analizziamo il rapporto tra l’anziano e la nutrizione.

Nella maggior parte dei paesi sta aumentando progressivamente la percentuale di persone anziane e l'aspettativa di vita non è mai stata alta come oggi. Qual è il segreto di questa longevità? Come si può fare per vivere più a lungo, ma anche in ottima salute durante la vecchiaia? È importante vivere più a lungo e meglio sia dal punto di vista dell’individuo che da quello sociale.

Durante l’invecchiamento avvengono molti cambiamenti a livello fisico, mentale, sociale e ambientale: i problemi fisiologici riguardano il minor apporto alimentare, problemi di digestione, minore percezione dei sapori e degli odori e una riduzione delle funzioni mentali. Le malattie croniche e le menomazioni che colpiscono la maggior parte degli anziani, peggiorandone la qualità della vita, sono artrite, ipertensione, infarto, malattie cardiache, problemi respiratori, diabete, tumore e osteoporosi. L’esperienza ci ha dimostrato l’influenza dell’alimentazione sullo sviluppo, sulla predisposizione e sugli effetti di queste malattie.

Come sottolinea Hugh Sinclair, Professore di Nutrizione Umana alla Reading University, Inghilterra:"con l’allungamento della vita media la nutrizione dovrà concentrarsi maggiormente sulla definizione delle necessità nutrizionali per la prevenzione delle malattie croniche. È stata molto sottovalutata l’importanza della nutrizione nella cura dei pazienti anziani e per questo si rendono necessari studi sulle esigenze nutrizionali durante la vecchiaia e, soprattutto, per i malati sia cronici sia acuti".

Fin dall’adolescenza e dalla gioventù è importante il ruolo della nutrizione per mantenere un buono stato di salute; un modo corretto di alimentarsi aumenta le possibilità di prevenire o attenuare eventuali malattie durante la vecchiaia. Sia che gli anziani vivano nelle proprie case, negli ospedali o in case di cura, la malnutrizione è associata all’aumento del tasso di mortalità, alla maggiore predisposizione alle infezioni e, in generale, a condizioni di vita peggiori.

Indipendentemente dall’età, abbiamo tutti bisogno dello stesso tipo di nutrienti, ma i cambiamenti fisiologici che intervengono durante la vecchiaia provocano variazioni nel fabbisogno dei singoli nutrienti. È noto che, in generale, durante la vecchiaia diminuisce la necessità di apporto calorico e l’appetito tende a diminuire. Migliorando la qualità degli alimenti si migliora lo stato nutrizionale, si fortifica il sistema immunitario e si possono anche avere benefici sull’umore e sulla sensazione di benessere di una persona.

In particolare la carenza riguarda le vitamine B6, B12, i folati e il calcio; infatti, durante l’invecchiamento sono meno efficienti l’assimilazione dei nutrienti essenziali, la sintesi di vitamina D nella pelle e l’assorbimento intestinale. Alcuni alimenti che contengono antiossidanti, come le vitamine C ed E e altre sostanze contenute nella frutta e nella verdura, portano benefici soprattutto nella riduzione del rischio di tumori. Gli anziani avranno sempre più bisogno di nutrienti specifici; non ci sono dubbi sulla necessità di introdurre alimenti specifici con il procedere dell’età, in particolare per coloro che sono afflitti da malattie in forma acuta o cronica.

I problemi sono spesso da collegare a errate diagnosi di malnutrizione nell’anziano, all’utilizzo poco accurato degli screening nutrizionali e degli strumenti di analisi e al fatto che la maggior parte di coloro che entrano in un ospedale in stato di malnutrizione tendono a peggiorare durante la degenza. Una migliore cura dell’anziano e la somministrazione dei nutrienti essenziali accorcerebbero i tempi di ricovero e ridurrebbero i costi per la cura della salute.

Lo scopo primario della scienza e della medicina per il futuro non deve essere solo l’allungamento della vita, ma anche la riduzione del periodo in cui si è malati o disabili. Una dieta sana, l’esercizio fisico, e l’astensione dal fumo consentirebbero ad ognuno di sfruttare in pieno il proprio potenziale e godere di ottima salute.

Bibliografia

  • Kay-Tee Khaw. Healthy ageing. British Medical Journal 315, 1090-1095, 1997 (Special issue on Ageing).
  • Gariballa, S.E. and Sinclair, A.J. Nutrition, ageing and ill health. British Journal of Nutrition 80, 7-23, 1998.
  • Guigoz, Y., Vellas B. and Garry, P.J. Mini Nutritional Assessment. In Nutrition in the Elderly, Suppl. 2, pp.15-32 [BJ Vellas, Y Guigoz, PJ Garry and JL Albarede, editors]. Paris: Serdi Publishing Company.

FOOD TODAY 07/1999

Fonte: The European Food Information Council

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