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ALIMENTAZIONE OGGI 08/2010

Etichettatura degli alimenti – Una gran quantità di informaioni per i consumatori

Label_comparisonGarantire la sicurezza degli alimenti è una responsabilità condivisa tra enti governativi, produttori, industria e consumatori. Un modo per i consumatori di avere informazioni sul cibo che comprano e leggere le etichette. Seguire correttamente le informazioni riportate sull’etichetta (come la data di scadenza, il modo di conservazione e i pericoli di allergia) possono aiutare i consumatori a prevenire malattie di origine alimentare e reazioni allergiche.
Data di scadenza

Nell’Unione Europea (UE) è stato sviluppato e implementato un intricato sistema di leggi e standard per garantire sicurezza attraverso l’intera catena alimentare. Alimenti deperibili dal punto di vista microbiologico (come prodotti a base di carne cotta, alimenti e insalate pronte), hanno sulla confezione una data “consumare entro” e non dovrebbero essere consumati dopo questa data, onde evitare un rischio per la salute. Inoltre, molti alimenti hanno una data “consumare preferibilmente entro”, che dà un’indicazione della “durata minima”, o il tempo di mantenimento delle specifiche proprietà dell’alimento, quando conservato correttamente. In altre parole, un prodotto già scaduto secondo la data “preferibilmente entro”  può ancora essere sicura da mangiare, ma i produttori non ne garantiscono ulteriormente le proprietà sensoriali (per es. Il gusto, l’odore, l’aspetto ecc.).

In un recente programma di sorveglianza nazionale rappresentativo, condotto nel Regno Unito, solo metà (49%) degli oltre 3000 intervistati hanno risposto correttamente identificando la data “consumare entro”, come la miglior misura di sicurezza, e il 47% ha detto che non avrebbe mai mangiato carne cotta oltre la data “consumare entro”.1 Abbiamo scoperto che la maggior parte delle persone intervistate usavano la data di scadenza come punto di riferimento e si affidavano al loro personale giudizio se il cibo era ancora commestibile annusandolo (74%) o semplicemente guardandolo (65%). In uno studio rappresentativo nazionale dell’Irlanda (796 intervistati) solo il 39% fa regolarmente riferimento all’etichetta del prodotto e, tra questi, solo la metà fa riferimento all’indicazione dell’etichetta “consumare preferibilmente entro”.2 Altri studi all’interno dell’UE hanno avvalorato questa tesi.3-5 Dovrebbe essere a tutti chiaro che il cibo puo essere contaminato da batteri velenosi come Listeria e Salmonella anche senza un cambiamento evidente all’olfatto o alla vista.

Informazioni relative alla conservazione, preparazione e cottura del cibo

Le indicazioni relative alla conservazione, unitamente alla data di scadenza, sono obbligatorie per determinati cibi, per assicurarne un corretto uso da parte del consumatore. I batteri velenosi come Listeria e Salmonella possono crescere fino a un livello che può determinare l’insorgenza di malattie se il cibo non e conservato correttamente. Queste istruzioni possono anche indicare come conservare il cibo una volta aperta la confezione (per esempio “conservare in frigorifero dopo l’apertura”). Abitualmente i consumatori fanno attenzione alle indicazioni di conservazione e di preparazione dgli alimentii quando comprano un nuovo prodotto e non quando si tratta di un prodotto già acquistato precedentemente. In un recente studio e stato chiesto a 1012 consumatori irlandesi di dare un valore all’importanza edlle informazioni contenute sulle etichette obbligatorie degli alimenti preconfezionati.6 La maggior parte (piu del 70%) considerano le condizioni di conservazione e le istruzioni per la preparazione (laddove necessarie) come un’informazione importante. In un altro stdio condotto in Irlanda solo il 12% dei 796 intervistati ammette di fare riferimento alle istruzioni per la cottura quando legge l’etichetta e ancora meno, il 9%, presta regolarmente attenzione alle istruzioni per la conservazione.2 Da questi studi emerge che, benché i consumatori affermino l’importanza delle informazioni relative a conservazione, preparazione e cottura dei cibi, in pratica le seguono molto raramente.
 
Pericoli di allergia

Un’altra importante informazione riportata sull’etichetta riguarda i percoli di allergie, che può aiutare i consumatori che soffrono di specifiche allergie verso alcuni alimenti, per evitare che gli ingeriscano.7 La legislazione europea prevede la segnalazione di 14 sostanze considerate allergeni per alcune persone. L’obbligo è di indicare queste sostanze sull’etichetta solo quando sono presenti. In altre parole, non ci sono indicazioni nel caso siano assenti dal prodotto, ameno che un prodotto non sia mirato a una fetta di consumatori che ha una specifica allergia o un’intolleranza alimentare (per esempio, senza glutine).

I consumatori con specifiche allergie alimentari dichiarano di passare molto tempo per cercare prodotti adatti a loro, ma denunciano, a volte, una mancanza di informazioni relativa alla presenza di potenziali allergeni nei cibi che a loro piacerebbe consumare.8,9

Uno studio rileva che l’80% dei genitori inglesi con figli con allergia alle noci non compra il prodotto se sull’etichetta leggono “non indicato per chi soffre di allergia alle noci” o “può contenere noci”.10 Soltanto il 50% dei genitori non acquistano prodotti sulla cui etichetta leggono “questo prodotto non contiene noci, ma e prodotto in uno stabilimento dove si usano noci”, “non possiamo garantire che sia senza noci” e “può contenere tracce di noci”. Questi studi indicano che l’etichettatura dei prodotti alimentari rimane poco chiara per chi soffre di allegie alimentari, conducendoli a prendersi dei rischi o perchè non leggono le etichette o perchè pensano che le parole utilizzate riflettano il livello di rischio.
 
Bibliografia
  1. Food Standards Agency (FSA) (2009). Public attitudes to food. Disponibile su: http://www.food.gov.uk/multimedia/pdfs/publicattitudestofood.pdf, accesso 30 maggio 2010.
  2. safefood (2009). Safetrak 9 - Island of Ireland. A presentation of findings. Disponibile su: http://www.safefood.eu/PageFiles/1412/Web%20edition%20Safefood%20Safetrak%209%20IOI%20.pdf?epslanguage=en, accesso 30 maggio 2010.
  3. erbeke W and Ward RW. (2006). Consumer interest in information cues denoting quality, traceability and origin: An application of ordered probit models to beef labels. Food Quality and Preference 17:453-467.
  4. Terpstra MJ et al. (2005). Food storage and disposal: consumer practices and knowledge. British Food Journal 107(7):526-533.
  5. Eurobarometer (2005). The European consumers’ attitudes regarding product labelling. Disponibile su: http://ec.europa.eu/consumers/topics/labelling_report_en.pdf, accesso 30 maggio 2010.
  6. FSAI (2009). A Research Study into Consumers Attitudes to Food Labelling. Disponibile su: http://www.fsai.ie/assets/0/86/204/9f8b5edc-565e-4f10-8c0f-7015f742da09.pdf, accesso 30 maggio 2010.
  7. DIRETTIVA 2007/68/CE DELLA COMMISSIONE del 27 novembre 2007: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2007:310:0011:0014:IT:PDF
  8. Cornelisse-Vermaat JR et al. (2005). Europrevall report on consumer preferences regarding food allergen information. EU project Europrevall. Disponibile su: http://www.efanet.org/activities/documents/REPORTEuroprevallreport4.pdf.
  9. Mills ENC et al. (2004). Information provision for allergic consumers – where are we going with food allergen labelling? Allergy 59:1262-1268.
  10. Noimark L et al. (2009). Parents' attitudes when purchasing products for children with nut allergy: a UK perspective. Paediatric Allergy Immunology 20:500-504.


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Data ultimo aggiornamento del sito 30/07/2014
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