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ALIMENTAZIONE OGGI 06/2001

Alimentazione e mal di testa - Togliersi quel “peso dalla testa”

Food TodayTra le persone che soffrono di emicrania, molte sostengono che i loro attacchi vengono provocati da alcuni alimenti. L’incapacità dell’organismo di inibire le amine naturali presenti negli alimenti potrebbe spiegare perché alcune persone ne sono affette più di altre.

L’emicrania è una patologia clinicamente riconosciuta che affligge tra l’8 e il 20% della popolazione. Può provocare dolori cronici acuti che causano la perdita di giornate lavorative e disturbano il buon equilibrio familiare. Si conoscono numerosi fattori coinvolti nell’insorgere dell’emicrania tra cui, i principali, sono una componente ereditaria, lo stress e i cambiamenti ormonali. Le donne ne sono più colpite degli uomini. I cambiamenti nel ritmo del sonno e l’insonnia, così come la privazione di cibo (diete) o il digiuno, sono alcuni dei numerosi fattori che possono provocare l’emicrania nelle persone predisposte.

Nella maggior parte dei casi, l’emicrania è dovuta a fattori comportamentali e non esistono stime precise sulla percentuale dei mal di testa riconducibili all’alimentazione. Tuttavia, diversi sono i cibi considerati responsabili dell’insorgere di emicranie alimentari: i formaggi stagionati, le bevande alcoliche, i sottaceti, i cibi marinati o in scatola, come pesce e crauti, e i frutti come l’avocado, i lamponi e le banane. Purtroppo, il fatto di evitare alimenti specifici raramente rappresenta una cura per l’emicrania, la quale è spesso il risultato di una complessa combinazione di fattori.

Gli attacchi di emicrania sono stati ricollegati alla presenza naturale di alcune amine negli alimenti. Queste sostanze, contenenti azoto, sono presenti in animali, piante e batteri e spesso contribuiscono a determinare i sapori e gli aromi tipici degli alimenti. Le amine degli alimenti delle quali si conoscono gli effetti in questo campo sono: la tiramina, la feniletilamina e l’istamina. Sembra che le persone che soffrono di emicrania non riescano a metabolizzare in tempi brevi queste sostanze che, restando più a lungo nell’organismo, causano i mal di testa.

Il rapporto tra amine e mal di testa fu individuato inizialmente nei pazienti sottoposti a terapie inibitorie contro la tubercolosi e anti-depressive ai quali venivano somministrati farmaci a base di monoamine ossidasi (MAO). La funzione di questi enzimi MAO è di metabolizzare le amine potenzialmente nocive prima che si diffondano nel sangue. L’uso di farmaci inibitori della monoamine ossidasi limita il meccanismo naturale di disintossicazione, portando ad un aumento del livello di amine nel sangue. I pazienti a cui vennero somministrati questi farmaci furono colpiti da emicranie fortissime in seguito al consumo di alcuni tipi di alimenti.

È possibile che l’emicrania abbia una componente ereditaria. Alcune persone potrebbero avere una deficienza genetica di enzimi MAO che spiegherebbe l’insorgere dei mal di testa. Tenere un “diario dei mal di testa” per alcuni mesi può essere utile a chi vuole combattere la propria emicrania. Tale diario potrebbe contribuire ad individuare uno schema delle attività, delle sensazioni, delle situazioni e degli alimenti che sembrano essere in relazione con il sopraggiungere dell’emicrania. Gestire lo stress tramite l’individuazione e l’eliminazione delle cause, praticare esercizio costante, rilassarsi e seguire una dieta sana ed equilibrata potrebbero togliervi quel “peso dalla testa”.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

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Data ultimo aggiornamento del sito 17/04/2014
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