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RASSEGNE EUFIC 01/2012

Consumo di frutta e verdure in Europa: gli europei ne mangiano abbastanza?

1. Introduzione

Frutta e verdure sono elementi importanti di una dieta salutare e bilanciata, sia che vengano consumate in uno dei pasti principali o come spuntino. Per noi sono fonte di vitamine, minerali e fibre, di una certa quantità di energia (prevalentemente sotto forma di zuccheri), inoltre sono fonte di altri componenti minori, spesso definiti fitochimici o prodotti secondari delle piante, che sono potenzialmente benefici per la nostra salute. Degli studi epidemiologici hanno evidenziato che l’assunzione di elevate quantità di frutta e verdure è associata ad un basso rischio di malattie croniche; in particolare di malattie cardiovascolari (1-3), del diabete tipo 2 (4) e di alcuni tipi di cancro come ad esempio quelli di bocca, faringe, laringe, esofago, stomaco e polmone (5).

La maggioranza dei cittadini europei associa una dieta salutare al consumo di frutta e verdure, e molti di essi ritengono che la propria dieta sia salutare (6). Ma è la verità? Le persone in Europa consumano veramente la quantità di frutta e verdura raccomandata per una buona salute? Con l’obiettivo di rispondere a questo interrogativo, questa recensione valuta più in profondità tutti quei fattori che influenzano il consumo di frutta e verdura in Europa, e quali possono essere gli interventi e gli approcci migliori per aumentarlo. Infine, daremo uno sguardo alle iniziative europee che riguardano il consumo di vegetali.

Innanzitutto, dobbiamo capire quali alimenti e bevande appartengono alla categoria frutta e verdura, qual è la quantità da assumere e perchè può essere difficoltoso ottenere dei dati affidabili e comparabili sul consume di frutta e verdura.

Definizioni di frutta e verdura
Come vengono definiti frutta e verdura? Potrebbe sembrare una domanda semplice, ma in realtà è molto difficile ottenere una definizione onnicomprensiva. Pomodori e lattuga, mele e fragole si possono facilmente identificare rispettivamente come verdura e frutta. Ma che dire delle patate? E il succo di frutta è equivalente alla frutta? Poi ci sono i legumi e le noci, che appartengono al mondo vegetale e possono oppure no essere collocati in questo gruppo di alimenti. È importante ricordarsi queste sfumature quando si fa un sondaggio se si vuole conoscere quanto effettivamente si consuma.

La definizione di frutta e verdura può inoltre variare in base al Paese. Molti stati (come ad esempio Austria, Belgio, Danimarca, Islanda, Olanda, Portogallo, Spagna e Svezia) non includono patate e altri tuberi amidacei, seguendo le raccomandazioni dell’OMS, mentre le indicazioni norvegesi, ad esempio, dicono di includere le patate. Il succo di frutta a volte è escluso dalla categoria frutta e verdura (come in Belgio e Spagna), a volte è incluso con dei limiti (ad esempio si include al Massimo una porzione come in Danimarca, Olanda e Svezia) e totalmente incluso in altri Paesi (come Islanda e Norvegia). L’Austria e il Portogallo non danno indicazioni specifiche riguardo il succo di frutta (7).

Le diverse definizioni di quali cibi appartengono a frutta e verdura costituiscono una barriera per il confronto dei dati provenienti dai diversi studi. Questo è il problema principale se si vuole cercare di stimare il consumo di frutta e verdura in Europa. Per fare ciò molte autorità nazionali effettuano dei sondaggi sull’assunzione di frutta e verdura, e standardizzare la metodologia dei sondaggi permetterebbe di ottenere dei dati molto più confrontabili tra i diversi paesi.

Quantificazione dell’assunzione di frutta e verdura
Ci sono diversi metodi per misurare il consumo di alimenti. Diari alimentari e indagini sulla dieta (come questionari e interviste) sono dei mezzi per ottenere informazioni su quello che mangiano le persone. I dati delle statistiche nazionali sul consumo medio per la spesa e sui prodotti alimentary acquistati possono essere utilizzati per valutare il consumo.

I diversi metodi tengono conto di diversi aspetti e tra di loro possono esserci delle differenze. Pertanto i dati ottenuti con i differenti metodi non sono direttamente confrontabili. Le autorità nazionali hanno generalmente selezionato dei metodi per le indagini sulla dieta senza tener conto della comparazione dei dati tra i diversi Stati (8).

La mancanza di dati confrontabili sulla dieta sarà affrontata nel “EU Menù”, un sondaggio paneuropeo condotto dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) che utilizzerà degli strumenti standardizzati. Questo sondaggio della durata di 5 anni comincerà all’inizio del 2012 (9).

Raccomandazioni
Le definizioni di frutta e verdura non sono importanti solo per ottenere dei dati accurati sul loro consumo, ma sono fondamentali anche per dare le raccomandazioni delle quantità da consumare e per conoscere quali effetti hanno sulla popolazione che le consuma.

L’OMS raccomanda di consumare più di 400 gr al giorno di frutta e verdura, escludendo le patate e altri tuberi amidacei come la manioc (10). In Europa, le raccomandazioni variano da paese a paese. In generale, le linee guida sono in linea con quelle dell’OMS, ma alcuni paesi raccomandano un consume maggiore, ad esempio in Danimarca si consigliano più di 600 gr al dì (7).

2. Consumo si frutta e verdura in Europa

Cosa dicono i dati sull’approvigionamento di frutta e verdura ?
L'Organizzazione per l'Alimentazione e l'Agricoltura delle Nazioni Unite (FAO) fornisce i dati sui consumi alimentari in base ai dati agricoli che indicano i modelli di approvvigionamento alimentare a livello nazionale.

Secondo i dati FAO, l'alimentazione vegetale (esclusi patate e legumi) in Europa è aumentata negli ultimi quattro decenni. Questi dati dimostrano anche un gradiente nord-sud, in Nord Europa il consumo di frutta e verdura è inferiore rispetto al sud. Per esempio, in Finlandia la fornitura media è di 195 g per persona al giorno, che corrisponde a 71 kg per persona all'anno, mentre in Grecia il consumo medio è in media di 756 grammi per persona al giorno (276 kg pro capite all'anno) (11).

Cosa di dire dei consumi alimentari delle famiglie?
Le autorità nazionali raccolgono regolarmente dati sul consumo alimentare a livello familiare attraverso indagini sui bilanci delle famiglie. Sono stati compiuti sforzi per compilare e modulare questi dati - da un certo numero di paesi europei (raccolti in diversi momenti) - per consentire un confronto.

Dati sulle famiglie mostrano che il consumo totale di vegetali (esclusi patate e legumi) varia da 284 gr al giorno a Cipro a 109 gr al giorno in Norvegia. Questi Paesi presentano, rispettivamente, anche le più alte e più basse quantità di verdure fresche che vengono consumate. È interessante notare che Cipro presenta il più basso consumo (4 gr al giorno) di ortaggi trasformati (surgelati, in scatola, in salamoia, essiccati e nei piatti pronti, ma escluse le patate). Il consumo di questi prodotti è più elevato in Italia dove si calcola sia pari a 56 gr al giorno (12).

Sulla base dei dati sui consumi alimentari domestici di frutta e verdura è stato evidenziato che il consumo di frutta e verdura nelle famiglie è soddisfacente in alcuni paesi dell'Europa meridionale e che in alcuni paesi il consumo di frutta è superiore a quello della verdura (11).

Cosa dire dei dati ottenuti dal sondaggio sull’alimentazione?
L’EFSA ha raccolto i dati sul consumo nazionale di alimenti in base ad indagini effettuate per conoscere il consumo alimentare in Europa. Un aggiustamento dei dati raccolti permette un certo livello di confronto (13).

Questi dati rivelano che l'assunzione di verdure media (inclusi legumi e frutta secca) in Europa è di 220 gr al giorno, il consumo di frutta è in media 166 gr al giorno. Quindi il consumo medio di frutta e verdura è 386 gr al giorno. I dati inoltre mostrano che il consumo di verdura è maggiore al Sud rispetto al Nord Europa e che le regioni con il più alto consumo di frutta sono quelli dell'Europa centrale e orientale, seguiti da quelli del Sud (13).

La raccomandazione di consumare più di 400 gr di frutta e verdura al giorno è stato raggiunto solo in Polonia, Germania, Italia e Austria. Includendo i succhi di frutta e verdura, anche Ungheria e Belgio hanno raggiunto la quantità raccomandata (11). Vale la pena notare che il database contiene i dati provenienti da un solo paese dell'Europa meridionale, cioè l'Italia (Figura 1).

Figura 1 – consumo medio di frutta e verdura nei diversi Paesi (grammi al giorno), esclusi i succhi (13)

FV intake in Europe_IT

Esistono solo dati limitati sul consumo di frutta e verdura da parte dei bambini europei, ma uno studio suggerisce che il 6-24% dei bambini europei raggiungono la raccomandazione dell'OMS (7). L'assunzione di verdure media è stata stimata in 86 gr al giorno, il consumo di frutta medio di 141 gr al giorno. Considerando frutta e verdura insieme, il più alto livello di consumo è stato stimato in Austria e Portogallo e il più basso in Islanda e Spagna. Il tipo di verdura consumata differiva in base alla posizione geografica. Nel Nord, il consumo di verdure crude è più alto, mentre minestre e verdure cotte sono le principali fonti di verdure al sud.

Insufficiente consumo di frutta e verdura in Europa
L'OMS stima che in più della metà dei paesi della Regione Europea dell'OMS il consumo di frutta e verdura è inferiore a 400 gr al giorno, e in un terzo dei paesi il consumo medio è inferiore a 300 gr al giorno (8). Le analisi dell'EFSA sulla base di sondaggi nazionali suggeriscono che la quantità raccomandata è raggiunta solo in 4 dei Stati membri dell’UE (11).

Incidenza delle malattie correlate al basso consumo di frutta e verdura
Secondo le stime di cui sopra, la maggioranza degli europei non rispetta le raccomandazioni dell'OMS per l'assunzione di frutta e verdura. Ad esempio, mangiare quantità raccomandate di questi alimenti aiuta a garantire la salute e prevenire le malattie, pertanto assumere quantità inferiori di questi alimenti comporta un impatto negativo sulla salute.

Per avere un'idea dell'ordine di grandezza del problema, si è cercato di stimare il contributo del basso consumo di frutta e verdura sull’incidenza di alcune malattie. L'analisi più recente nell'Unione europea (UE) risale al 1997. A quel tempo, è stato stimato che l’8,3% delle patologie nella UE-15 poteva essere attribuito ad una nutrizione inadeguata, in particolare il basso apporto di frutta e verdura era la causa del 3,5% delle malattie (14). L'OMS ha stimato che, nel 2004, il 2,4% delle malattie nella regione europea dell'OMS era attribuibile al basso apporto di frutta e verdura (Tabella 1) (15).

Tabella 1 – I 10 principali rischi sanitari e la stima del loro contributo relativo all’insorgere della malattia (da (15))

Fattore di rischio
Impatto delle patologie (%)
1. Uso di tabacco
11.7
2. Uso di alcol
11.4
3. Ipertensione arteriosa
11.3
4. Sovrappeso e obesità
7.8
5. Colesterolo elevato
5.9
6. Inattività fisica
5.5
7. Iperglicemia
4.8
8. Scarsa assunzione di frutta e verdura
2.4
9. Rischi occupazionali
1.7
10. Abuso di farmaci
1.6

La maggior parte dei benefici del consumo di frutta e verdura deriva da una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, ma la frutta e le verdure possono ridurre anche il rischio di alcuni tumori (16).

Il WHO ha stimato che l’assunzione insufficiente di frutta e verdura causa circa il 14% di morti per tumori gastroenterici, circa l’11% di morti per malattie cardiache ischemiche e circa il 9% di morti per infarto nel mondo (15).

3. Determinanti

Per quanto riguarda le abitudini alimentari in genere, un’ampia gamma di fattori influenza il consumo di frutta e verdura; fattori nel nostro ambiente fisico, sociale e culturale così come fattori personali, quali gusti preferiti, livello di indipendenza e consapevolezza della salute. Molti di questi fattori cambiano durante la vita.

Reddito ed educazione
Vi sono molti studi che supportano una relazione tra il livello di reddito e l’assunzione di frutta e verdura; gruppi a basso reddito tendono a consumare quantità minori di frutta e verdura rispetto a gruppi a reddito più elevato (17). Ma perchè ciò?

I costi elevati potrebbero influenzare negativamente i livelli di assunzione di frutta e verdura (18). Questo non riguarda solo i gruppi a basso reddito. Anche le persone con entrate più alte percepiscono il prezzo come una barriera al consumo di questi alimenti. Tuttavia, ciò tende a rappresentare una problematica maggiore tra coloro che possiedono rendite inferiori (19). Così, l’accessibilità è probabilmente solo uno dei diversi fattori che mediano l’effetto del livello del reddito sul consumo di frutta e verdura.

Gli adulti correttamente educati mostrano un consumo di verdura maggiore. Oltre all’aspetto finanziario appena menzionato – una miglior educazione generalmente indica un reddito più alto – questo potrebbe essere correlato ad una maggiore conoscenza e consapevolezza delle sane abitudini alimentari in chi possiede livelli educativi più alti. E’ anche probabile che certi valori, certi ideali e l’influenza sociale legati all’educazione e ai livelli di reddito influenzino i nostri comportamenti alimentari, compreso il consumo di frutta e verdura (20).

Genere ed età
In generale, le ragazze e le donne consumano maggiori quantità di frutta e verdura dei ragazzi e degli uomini (17, 21-23). Questo sembra essere il caso anche dei bambini in età prescolare (24), così la differenza nel genere si evidenzia già ad un’età in cui la conoscenza della nutrizione difficilmente ha alcun impatto.

Non c’è una risposta semplice alla domanda sul perchè le femmine mangino più frutta e verdura dei maschi. Le strutture sociali legate ai ruoli tradizionali degli uomini e delle donne nella società potrebbe essere una delle spiegazioni (22). E’ stato anche suggerito che le ragazze amino di più la frutta e la verdura rispetto ai ragazzi e pertanto ne mangino di più. Il perché, comunque, rimane da chiarire (21).

Anche l’età sembra influenzare il consumo di frutta e verdura. Nei bambini e negli adolescenti, il consumo sembra diminuire con l’età (23). Negli adulti, la relazione tra età e assunzione è invertita, cioè i livelli di assunzione aumentano con l’età. Possibili spiegazioni comprendono un reddito più elevato, la conoscenza con l’età, le abitudini e i segnali sociali; ad esempio a quale tipo di attività sociale le persone partecipano, le abitudini alimentari sociali e gli ideali correlati al cibo e il tempo dedicato alla cucina (20).

Accessibilità e disponibilità
La disponibilità di una varietà di frutta e verdura disposte in modo attraente durante tutto l’anno influenza positivamente il consumo di frutta e verdura, in particolare con uno status socioeconomico più alto (19). In modo simile, la disponibilità e l’accesso a frutta e verdura in casa è importante per il consumo sia nei bambini che negli adulti (19, 23, 25). D’altra parte, la mancanza o la limitata fornitura di frutta e verdura (ad esempio una scarsa varietà offerta nelle mense o nei negozi locali e di scarsa qualità) sono state indicate essere di ostacolo al consumo di tali alimenti (18).

Fattori familiari e di supporto sociale
Il supporto sociale sembra aumentare il consumo di frutta e verdura (26) e i fattori familiari influenzano l’assunzione di frutta e verdura nei bambini, negli adolescenti e negli adulti.

Negli adulti, in particolare negli uomini, il matrimonio influisce positivamente sulla quantità di frutta e verdura consumate (19, 22). Le donne sembrano avere un’influenza positiva sulla frequenza di assunzione dei loro mariti, sulle quantità e sulla varietà della frutta e della verdura mangiate (19). In generale, i fattori familiari sembrano determinanti più forti negli uomini rispetto alle donne. Si ritiene che questo sia correlato ai loro ruoli tradizionali in famiglia; le donne gestiscono le materie correlate alla salute e più spesso comprano e preparano il cibo rispetto agli uomini (19, 22).

I livelli di assunzione di frutta e verdura dei bambini sono correlati a quanto consumano i loro genitori (24). Vi è anche una relazione tra le regole familiari e l’assunzione di verdura dei bambini. La pressione per mangiare frutta e verdura non ha alcun effetto positivo sull’assunzione dei bambini. Comunque, il consumo può essere aumentato quando i genitori rappresentano dei modelli positivi e incoraggiano i bambini a mangiare frutta e verdura (27). I modelli alimentari familiari, in particolare i pasti divisi in famiglia, migliorano il consumo di frutta e verdura nei bambini (23, 24). La disponibilità in famiglia e altri fattori nell’ambiente condiviso così come la predisposizione genetica (preferenze per gli alimenti naturali) potrebbero spiegare il collegamento tra i livelli di assunzione dei genitori e dei bambini (24).

Le abitudini alimentari imparate da bambini sembrano predire i livelli di assunzione in età adulta (19). Prima i bambini vengono introdotti alle verdure più facilmente avranno livelli di consumo più alti in età prescolare (24). Le persone che mangiano molta frutta e verdura in gioventù rimangono dei buoni consumatori (28).

Preferenze
La preferenza alimentare è uno dei fattori correlati al consumo di frutta e verdura (23, 25). Quando il bambino inizia a mangiare alimenti solidi potrebbe inizialmente non gradire certi alimenti, ma una ripetuta esposizione potrebbe migliorare la situazione. Dato che molte verdure hanno un sapore leggermente amaro, il bambino potrebbe aver bisogno di provarle più spesso di altri alimenti prima di accettarle.

I genitori che usano pressioni e ricompense per far mangiare ai bambini frutta e verdura potrebbero non aver successo. Tipicamente tali strategie provocano avversioni anche più forti. Dare ai bambini una varietà di alimenti, sapori e consistenze, essere pazienti e servire ripetutamente gli alimenti che all’inizio non piacciono, essere un modello e incoraggiare sono strategie decisamente migliori (29).

Sebbene sviluppate in buona parte in gioventù (30), le preferenze alimentari cambiano durante il tempo e si possono anche modificare in età adulta. Per quanto riguarda i bambini, l’esposizione ripetuta potrebbe ridurre la neofobia degli alimenti, cioè l’essere riluttante a provare nuovi alimenti, così anche per gli adulti (31).

Conoscenza
Si è ampiamente discusso fino a che punto la conoscenza nutrizionale e la consapevolezza delle raccomandazioni influenzino ciò che mangiamo e sono state cercate spiegazioni sul perchè certi gruppi mangino in modo più sano di altri. Tra i fattori psicosociali, la conoscenza nutrizionale è uno dei fattori predittivi più forti per il consumo di frutta e verdura (26). La scarsa capacità di preparare la frutta e le verdure per il consumo è un altro fattore che potrebbe costituire un ostacolo all’acquisto e al consumo (18).

Sembrano esserci spesso differenze di genere nella conoscenza nutrizionale, con le donne più esperte degli uomini. Gli uomini tendono anche ad essere meno consapevoli delle raccomandazioni alimentari e dei rischi legati ad abitudini alimentari insalubri (32), mentre le donne sono più facilmente associate ad una dieta sana con un consumo maggiore di frutta e verdura (6).

Fattori psicologici, attitudini, credenze e barriere percepite
Le attitudini e le credenze verso la frutta e la verdura hanno un impatto sui livelli di consumo (26). E’provato che l’autostima (credere nella propria capacità di raggiungere gli obiettivi, raggiungere risultati etc.) è un forte fattore predittivo per l’assunzione di frutta e verdura negli adulti (23, 26). L’autostima influisce positivamente anche sull’assunzione di verdura (20) così come la salubrità percepita di frutta e verdura (32).

L’ampia maggioranza dei cittadini europei ritiene quello che mangia buono per la propria salute, il 20% dichiara persino che le proprie abitudini alimentari sono molto sane. Una maggioranza di europei crede che sia facile seguire una dieta sana e che mangiare in modo sano significhi mangiare più frutta e verdura (6). Considerando ciò che sappiamo sulle abitudini alimentari degli Europei e la loro assunzione di frutta e verdura, questo può apparire sorprendente. Tuttavia, è stato suggerito che un ostacolo importante al consumo di frutta e verdura sia il fatto che le persone credano effettivamente che la propria dieta sia soddisfacente (17).

La mancanza di tempo e di controllo su ciò che mangiano sono le due ragioni principali che gli Europei indicano per spiegare la difficoltà nel seguire una dieta sana (6). Le restrizioni di tempo per mangiare frutta e verdura rappresentano un tema complesso. Per esempio, vi sono indicazioni che la frutta viene spesso considerata un alimento conveniente mentre le verdure non lo sono. Per gli Europei, gli orari di lavoro irregolari e uno stile di vita frenetico sono percepiti come ostacoli al consumo di verdure. Bassi consumatori di frutta e verdura considerano fattori di convenienza come il tempo disponibile per la preparazione degli alimenti e per l’acquisto, la disponibilità dei negozi e la semplicità di preparazione e cottura, di maggiore importanza per la loro assunzione rispetto ad elevati consumatori (31).

Aumentati livelli di assunzione di verdura
Nel 2006, 1 su 5 Europei ha riportato di aver cambiato la propria dieta nell’ultimo anno. Di questi più della metà ha indicato di aver aumentato la propria assunzione di frutta e verdura. La gestione del peso e il mantenimento della salute costituivano le ragioni principali per i cambiamenti dell’alimentazione. L’aumentata assunzione di frutta e verdura è stata riportata in misura minore nel Mediterraneo rispetto ad altre aree. D’altra parte, fino al 70% degli individui in Danimarca e Slovenia che hanno cambiato la propria dieta hanno riportato di aver aumentato il proprio consumo di questi alimenti. Le persone nei paesi con un consumo relativamente alto di frutta e verdura potrebbero considerare più facilmente la propria assunzione di frutta e verdura come sufficiente (6).

4. Interventi – cosa si può fare ?

I fattori che influenzano l’assunzione di frutta e verdure sono numerosi e collegati fra di loro in un modo o nell’altro per vie complicate. Come conseguenza, cambiare I modelli di consumo resta una vera sfida, specialmente a livello di popolazione. Diversi programmi di intervento rivolti al basso consumo di frutta e verdura hanno adottato strategie differenziate, con successi differenti.

Bambini
Le abitudini e le preferenze dietetiche si formano ampiamente nell’infanzia e perciò molte iniziative per aumentare il consumo di frutta e verdure hanno come obbiettivo i bambini. La crudele verità é che, a dispetto di un ampio numero di interventi ed intensi sforzi, l’impatto sui livelli di consumo è stato purtroppo limitato (18). Possono comunque identificarsi alcuni elementi di successo.

Di solito i progetti tendenti ad aumentare il consumo di frutta e verdure dei bambini sono basati sulle scuole. Implementare programmi nelle scuole assicura una larga partecipazione e da l’opportunità di combinare diversi tipi di attività , quali imparare con tradizionali lezioni scolastiche, giardinaggio, lezioni di cucina ed alimentazione (33).

Per una massima efficacia, interventi scolastici dovrebbero consistere in un certo numero di differenti attività. Più intenso e più variato é l’intervento e più alto é l’incremento di assunzioni di frutta e verdure (34). Attività tendenti ad aumentare le capacità culinarie, come le lezioni di cucina, sono più efficaci di approcci di apprendimento passivi (18, 33). La durate è anche molto importante e i programmi che durano perlomeno un anno sono molto efficaci(33).

Anche distribuire frutta e verdure così come coinvolgere genitori, insegnanti ed equivalenti migliora i risultati degli interventi sulle scuole. Coinvolgere i genitori ha grande importanza poiché l’assunzione di frutta e verdure, l’incoraggiamento e la disponibilità dei parenti, a casa, sono fattori di grande influenza nel consumo giovanile (35). Un attivo incoraggiamento da parte del personale di servizio delle mense scolastiche, l’addestramento ed il coinvolgimento di “peer leaders”* e l’uso di personaggi dei cartoni animati sono pure positivi elementi nei programmi di intervento per i giovani. Può aiutare anche lanciare messaggi su frutta e verdura al di fuori dell’ambiente scolastico(18, 33).

*(NdT: studenti scelti per assumere la funzione di leader allo scopo di aiutare e consigliare studenti più giovani su questioni di carattere sociale e su problemi di tutti giorni)

Adulti
Negli interventi per gli adulti le strategie con maggior impatto nella assunzione di frutta e verdura hanno incluso consigli dati faccia a faccia. Il problema è che i contatti individuali sono molto dispendiosi e conseguentemente di difficile applicazione in interventi su una grande popolazione. Informazioni individuali con stampe personalizzate o basate su computer, possono servire come buona alternative i consigli individuali poiché i messaggi possono essere adattati alle individuali necessità, attitudini, eccetera.

Gli adulti sono frequentemente raggiungibili sul posto di lavoro. Questi interventi, per essere efficaci, devono realizzarsi in un certo numero di differenti strategie, che spesso le rendono costose. Per rendere l’intervento fruttuoso è anche necessaria la collaborazione sia con dirigenti di fabbrica che con altri “portatori di interessi”, o con termine anglosassone stakeholders. E’ purtroppo difficile reclutare e trattenere partecipanti a questi progetti, e questa può essere la ragione per cui, fino ad ora, il successo degli interventi sul posto di lavoro è stato limitato. Le richieste di tempo e gli sforzi richiesti a lavoratori e dirigenti sono considerati ostacoli al successo. (18). Un’altra importante strategia è quella di creare strutture di supporto per sostenere gli sforzi nel lungo termine. Altri mezzi per ottenere un migliore risultato sono coinvolgere i lavoratori nel programmare e nell’implementare il programma, indirizzare gli ostacoli esistenti ed integrare un più ampio contesto sociale degli operai coinvolgendo anche le loro famiglie, i loro vicini ecc. (34).

Ci sono anche più ampi programmi sul consumo di frutta e verdura, basati su intere comunità, l’efficacia dei quali è spesso stato difficile valutare(18). Comunque sono stati identificati alcuni elementi per il successo degli interventi. Come per i programmi basati sulla scuola e sul lavoro, una strategia multi-componente o composita sembra la via da percorrere per aumentare l’assunzione di frutta e verdure (18, 36). Messaggi chiari su frutta e verdura, coinvolgimento della famiglia e uso di una struttura teorica come base dell’intervento, si sono dimostrati proficui. Promuovono migliori risultati la flessibilità e la partecipazione della popolazione interessata al progetto di intervento, ed anche la durata del programma è importante(36).

L’effetto medio ottenuto dagli interventi indirizzati ad incrementare il consumo di frutta e verdure degli adulti, é grosso modo della metà in più del consumo giornaliero(18).

5.Iniziative attraverso l’Europa

Politiche nutrizionali nazionali
Dando all’effetto del basso consumo di frutta e verdure il peso di malattia, un azione a livello nazionale verso riguardo all’aumento di consumo di frutta e verdure, è diventato comune.

La maggior parte dei paesi dell’Ovest e del Nord Europeo dirige le attenzioni sulle assunzioni insufficienti nelle loro politiche nazionali ed includono promozione del consumo di frutta e verdure come uno dei loro obbiettivi. Similmente, nei paesi del Sud Europeo, malgrado livelli di assunzione molto vicini alle quantità raccomandata, gli obbiettivi di frutta ed verdure fanno parte delle loro politiche nutrizionali (8). Un esempio di strategie implementate a livello nazionale per accrescere l’assunzione di frutta e verdure della popolazione in generale é la campagna di 5 giorni che viene realizzata in un certo numero di paesi Europei. In Danimarca dove l’assunzione di frutta e verdure é pure abbastanza bassa si realizza una campagna di 6 giorni (11).

Il progetto dell’UE Frutta nelle scuole (The school fruit scheme )
L’incremento di consumo di frutta e verdure é uno degli obbiettivi identificati dal Libro Bianco della Nutrizione nella Comunità Europea dal 2007 che, fra le altre cose’ si interessa dell’obesità infantile in Europa.

Nelle considerazioni conclusive del Libro Bianco, é stabilito che un “Progetto Frutta nelle Scuole sarebbe un passo nella giusta direzione". Ciò è diventato realtà e un vasto progetto dell’ UE ) di fornire frutta e verdure alle scuole elementari è iniziato nell’anno scolastico 2009/2010 (38).

Il “Progetto Frutta nelle Scuole” prende in considerazione molti degli aspetti identificati come fattori di successo in altri programmi basati sulla scuola: si tratta di un programma a lungo termine fornisce frutta e verdure gratuitamente, che incoraggia i giovani a rendere il consumo di frutta e vegetali parte del loro stile di vita. Il programma coinvolge giovani, insegnanti e genitori. Coinvolgerà inoltre partners dei settori della salute pubblica, dell’istruzione e dell’agricoltura la cui efficacia continuerà ad essere monitorizzata per permettere perfezionamenti delle strategie del programma dall’inizio alla fine (38).

Il “Progetto Frutta nelle Scuole” é parzialmente finanziato dalla Commissione Europea, ma devono contribuire anche i paesi partecipanti. I fondi della Commissione puntano ad incoraggiare attività aggiuntive, in aggiunta ai programmi esistenti. Accanto all’ approvvigionamento di frutta e verdura, si realizzeranno attività per aumentare la consapevolezza e attività formative per insegnare ai giovani l’importanza delle buone abitudini nutrizionali (28).

Iniziative nazionali per promuovere il consumo di frutta e verdura
Già esistono iniziative nazionali tendenti ad incrementare il consumo di frutta e verdura per i giovani (38). Esempi di tali programmi sono:

6. Consumo di frutta e verdure in Europa – sommario

Nonostante varie conclusioni che limitano le possibilità di accertare l’ assunzione di frutta e verdure a livello Europeo, ci sono consistenti scoperte di modelli di consumo in Europa:

  • La maggioranza degli Europei non raggiunge le raccomandazioni della WHO per quanto riguarda il consumi di frutta e verdura (≥ 400 g per giorno).
  • Il consumo varia con maggiori assunzioni nei Paesi del Sud di quelli del Nord.

Il modelli del consumo di frutta e verdura sono determinati da una vasta gamma di fattori:

  • Età, genere e stato socio-economico – la cui influenza sembra essere mediata da altri fattori come per esempio preferenze di cibo, sapere, abilità and sopportabilità.
  • Fattori personali, per esempio efficacia personale, autostima, consapevolezza dei limiti di tempo limiti personali, valutazioni personali e percezione della salubrità della propria dieta.
  • Ambiente sociale - supporto sociale, suggerimenti sociali e modelli di pasto e l’atmosfera al tempo del pasto ecc. influenzano le preferenze alimentari ed i comportamenti nei confronti di frutta e verdure, fino al punto di causare le nostre scelte alimentari e il il nostro comportamento dietetico.

Come si deduce da molte iniziative, aumentare il consumo di frutta e verdure é una priorità sia per I governi nazionali che per le organizzazioni internazionali. Sono stati evidenziati determinati fattori capaci di migliorare i risultati dei programmi di intervento. Fra questi si citano:

  • Strategie multi-componenti indirizzate a fattori personali come sia la conoscenza e le capacità, sia l’ambiente circostante sia fisico che sociale, per esempio aumentare la disponibilità di frutta e verdure e indirizzare le attitudini e le pratiche non solo nel gruppo definito, ma anche nelle sue relazioni sociali.
  • Supporto di “decision makers” e di rappresentanti della popolazione oggetto della ricerca e loro coinvolgimento nella pianificazione e nella gestione del programma per creare supporto e possesso e per sviluppare strategie che siano accettate dal gruppo in oggetto.
  • Durata del programma di almeno 12 mesi.

Riferimenti

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  3. Rissanen TH, et al. (2003). Low intake of fruits, berries and vegetables is associated with excess mortality in men: the Kuopio Ischemic Heart Disease Risk Factor (KIHD) Study. Journal of Nutrition 133(1):199-204.
  4. Harding AH, et al. (2008). Plasma vitamin C level, fruit and vegetable consumption, and the risk of new-onset type 2 diabetes mellitus: the European prospective investigation of cancer--Norfolk prospective study. Archives of Internal Medicine 168(14):1493-1499.
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  10. World Health Organization (2008). WHO European Action Plan for Food and Nutrition 2007-2012. WHO: Copenhagen, Denmark.
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Data ultimo aggiornamento del sito 17/04/2014
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