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La valutazione della sicurezza degli additivi alimentari nell’Unione Europea

27_2_bigTutti gli additivi alimentari, oltre ad avere un’utilità dimostrata, devono essere sottoposti ad una valutazione di sicurezza rigorosa e completa prima di poter essere approvati per l’uso. Per circolare nell’Unione Europea, tutti gli additivi devono essere sottoposti alla valutazione del Comitato Scientifico dell’Alimentazione Umana della Commissione Europea (SCF - Scientific Committee for Food) prima di poter essere utilizzati nei prodotti alimentari.

Le valutazioni si basano sull’analisi di tutte le informazioni tossicologiche disponibili, compresa l’osservazione e i test su uomini e animali. La soglia massima di consumo di un additivo alimentare senza che questo generi alcun effetto tossico dimostrabile è stata definita a partire dall’osservazione dei risultati degli studi sperimentali effettuati in laboratorio su più generazioni di cavie. Questa soglia massima è stata definita “livello effetto zero” (in inglese NOAEL “no-observed-adverse-effect level”). Come ulteriore precauzione, la soglia del “livello effetto zero” viene divisa per 100 per tenere in considerazione le possibili differenze tra i dati estrapolati dall’osservazione degli animali rispetto ai valori ritenuti adeguati per gli umani e le eventuali variazioni tra diversi individui. Questo calcolo fissa un valore chiamato DGA, “dose giornaliera ammissibile”, che risulta quindi essere un buon margine di sicurezza. La DGA è la quantità di un additivo alimentare che può essere assunta giornalmente nella dieta quotidiana senza rischi, anche per tutto l’arco della vita.

Paragone tra i livelli di consumo e la DGA - “dose giornaliera ammissibile”

Il Comitato Scientifico dell’Alimentazione Umana incoraggia l’utilizzo del livello minimo di additivi negli alimenti coerentemente con gli effetti tecnologici che si vogliono ottenere e tenendo in considerazione il beneficio per il consumatore. Per assicurarsi che le persone non oltrepassino la DGA consumando in misura eccessiva un prodotto o troppi prodotti contenenti un particolare additivo, la regolamentazione europea esige che vengano condotte ricerche adeguate al fine di valutare tutte le variazioni nelle modalità di consumo. Le “dosi giornaliere ammissibili” possono quindi essere paragonate a stime di consumo ‘medie’ ed ‘estreme’ per la popolazione totale o per un particolare gruppo di persone. Purché gli apporti non eccedano la DGA, è ragionevole pensare che non c’è motivo di preoccupazione. Se occasionalmente il consumo giornaliero dovesse superare la DGA, è difficile che si verifichino problemi dato l'ampio margine di sicurezza che è stato fissato. Ad ogni modo, se la valutazione di consumo indicasse che le “dosi giornaliere ammissibili” dovessero essere regolarmente superate da alcune particolari categorie di popolazione, il Comitato Scientifico dell’Alimentazione Umana potrebbe ritenere necessario diminuire i livelli di additivi nei prodotti alimentari o ridurre la gamma degli alimenti in cui tali additivi sono permessi.

Il Quadro di Regolamentazione dell’Unione Europea

In base alle valutazioni sulla sicurezza studiate dal Comitato Scientifico dell’Alimentazione Umana, nel 1988 venne adottato nell’Unione Europea un ‘Quadro’ Direttivo sugli Additivi Alimentari che generò la stesura di ulteriori leggi più dettagliate. Così tra il 1994 e il 1995 furono adottate tre direttive conosciute sotto il nome di ‘edulcoloranti’, ‘coloranti’ e ‘altri additivi’. Le direttive elencano gli additivi permessi: 12 dolcificanti, 43 coloranti e 280 altri additivi. La Commissione Europea ha inoltre stabilito specifiche norme di purezza degli additivi, le categorie alimentari generali o specifiche in cui ciascun additivo è permesso e, quando necessario, ha anche stabilito i livelli massimi di utilizzo.

A livello internazionale il “Codex Alimentarius”, un’organizzazione nata dalla cooperazione tra l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e la FAO (Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite) sta elaborando una “Normativa Generale per Additivi Alimentari” (GSFA - “General Standards for Food Additives”) con l’obiettivo di sviluppare uno standard armonico, pratico ed ineccepibile per il commercio internazionale. A questi si aggiungono solo gli additivi valutati dal JECFA (“Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Additives”). Questa nuova normativa ha classificato gli additivi alimentari del GSFA in 23 principali classi funzionali con un nuovo sistema di numerazione internazionale (INS - International Numbering System), simile alla codificazione introdotta nell’Unione Europea che prevede l’apposizione della lettera “E” prima dei numeri corrispondenti all’additivo.

Grazie ad una severa regolamentazione e ad una valutazione di sicurezza rigorosa, gli additivi alimentari sono ingredienti sicuri e stanno contribuendo alla rapida evoluzione della disponibilità delle derrate alimentari in Europa e nel mondo.

Referenze

  • European Parliament and Council Directive 94/35/EC of 30 June 1994 on sweeteners for use in foodstuffs. Official Journal of the European Communities L237, 10.9.94, 3-12
  • European Parliament and Council Directive 94/36/EC of 30 June 1994 on colours for use in foodstuffs. Official Journal of the European Communities L237, 10.9.94, 13-29
  • European Parliament and Council Directive 95/2/EC of 20 February 1995 on food additives other than colours or sweeteners. Official Journal of the European Communities L61, 18.3.95, 1-40
  • Principles for the Safety Assessment of Food Additives and Contaminants in Food. Environmental Health Criteria 70. International Programme on Chemical Safety (IPCS) in cooperation with the Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Additives (JECFA). World Health Organisation, Geneva, 1987

SITI WEB

FOOD TODAY 05/2001

Fonte: The European Food Information Council

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