Capire la lista degli ingredienti

Last Updated : 11 September 2006

I consumatori vogliono conoscere cosa contengono gli alimenti che comprano; alcuni vogliono evitare certi tipi di ingredienti per svariati motivi. In Europa quasi tutti i cibi preconfezionati devono essere etichettati secondo la legislazione europea vigente. Tuttavia la terminologia che appare sulle etichette non è sempre chiara e la sua interpretazione può essere complicata per il consumatore.

Legislazione europea per le etichette degli ingredienti

Secondo l’attuale legislazione (riferimenti alla fine dell’articolo), è obbligatorio elencare tutti gli ingredienti contenuti in un prodotto alimentare, compresi acqua e additivi, facendoli apparire in ordine decrescente in base al peso. La lista deve includere anche ogni singolo componente di un “ingrediente composto” a meno che quell’elemento sia già stato elencato da solo o sia presente al di sotto di una certa quantità stabilita, sempre che non sia un possibile allergene.

Inoltre è stata stilata una lista di 12 ingredienti, che costituiscono dei potenziali allergeni, che devono comparire chiaramente sulle etichette alimentari (vedi tabella 1). Inoltre ci sono normative specifiche per l’etichettatura degli additivi, degli edulcoranti, degli aromatizzanti e degli ingredienti prodotti con organismi geneticamente modificati. Anche gli ingredienti che hanno subito delle radiazioni devono essere propriamente elencati nell’etichetta.

La quantità degli ingredienti principali o caratteristici di un prodotto devono essere indicati generalmente come percentuale, quando l’ingrediente (o la categoria di ingredienti) appare nel nome dell’alimento, o quando è normalmente associato a quell’alimento o quando appare con particolare enfasi nell’etichetta (risaltato con delle immagini o con un disegno).

Spiegazione degli ingredienti

Di seguito, diamo la spiegazione di un certo numero di ingredienti di uso comune ma poco conosciuti:

  • La Carruba è il frutto commestibile del carrubo. La polpa zuccherina viene utilizzata per preparare un’alternativa al cioccolato, dai semi si estrae la “gomma di carruba” usata come additivo alimentare emulsionante, stabilizzante e come agente gelificante (E410) in pasticceria, bevande e prodotti da forno.

  • La Carragenina è un carboidrato naturale estratto dalle alghe marine. È utilizzato come additivo gelificante, addensante e come agente stabilizzante (E407) e si può trovare nei dessert, nelle salse e nella carne lavorata.

  • La gomma di Guar è un polisaccaride estratto dal seme della pianta di Guar. La gomma di Guar altamente purificata è utilizzata nei prodotti alimentari come additivo addensante e come stabilizzante (E412), in particolare lo si trova nelle gelatine, nei gelati e nelle salse per le insalate.

  • L’Olio vegetale idrogenato è il nome generico che si riferisce all’olio vegetale che è stato convertito in stato solido o semi-solido attraverso il processo detto di Idrogenazione. Con questo termine vengono indicati tutti i tipi di olio vegetale (olio di girasole, soia e colza). L’idrogenazione produce una struttura più desiderabile (soprattutto nei prodotti cotti al forno), tuttavia può portare alla formazione di “acidi grassi trans”, che possono costituire un fattore di rischio per le malattie cardio-vascolari. Per questo motivo solitamente si invitano i consumatori a ricercare le parole “idrogenato” e “parzialmente idrogenato” nella lista degli ingredienti per sapere se il prodotto contiene dei grassi trans. In realtà questo consiglio è solo in parte corretto. Infatti gli oli parzialmente idrogenati contengono una certa quantità di grassi trans (in base al grado di idrogenazione), mentre gli oli totalmente idrogenati non ne contengono affatto. Attualmente si utilizzano prevalentemente metodi alternativi (come la interesterificazione e il frazionamento) per produrre margarina e altri grassi e oli a struttura semi-solida.

  • Le proteine vegetali idrolizzate sono proteine di origine vegetale, che si estraggono dal mais, dalla soia o dal frumento e che vengono scomposte in aminoacidi attraverso un processo di idrolisi acida o enzimatica. Queste proteine hanno un sapore di carne e vengono utilizzate per insaporire piatti salati.

  • La lecitina è una sostanza grassa che si trova per esempio nella soia, nel tuorlo d’uovo e nell’olio di girasole. Si usa principalmente come additivo alimentare emulsionante (E322) e la si ritrova nel cioccolato, nelle salse per l’insalata e nei dessert congelati.

  • L’amido è un carboidrato naturale che si estrae da fonti vegetali (grano, radici, legumi, ecc.). I prodotti derivanti dall’amido naturale sono i seguenti:

    • La destrina e la maltodestrina sono carboidrati di basso peso molecolare derivanti dalla degradazione dell’amido mediante idrolisi. Le destrine sono generalmente prodotte dall’amido (mais, frumento o patate) e vengono utilizzate come addensanti o per dare volume ai dolci, nei prodotti pronti all’uso (es. zuppe istantanee) e nei cibi dietetici, inoltre sono utilizzate come eccipienti.

    • Gli sciroppi di glucosio sono soluzioni acquose dolci di saccaridi, ottenuti con l’idrolisi parziale dell’amido da parte di acidi e/o enzimi presenti negli alimenti. In base al grado di idrolisi, contengono diverse quantità di glucosio. Lo sciroppo di glucosio si utilizza in particolare come edulcorante nei prodotti di pasticceria, nelle bevande gasate ed è anche il substrato naturale da cui si ottiene l’alcool.

    • Gli amidi modificati sono prodotti derivanti dall’amido naturale (mais, grano, patate) che è stato trattato con mezzi chimici, fisici o biologici (es. pre-cottura) per ottenere le proprietà desiderate. Questi prodotti vengono utilizzati nell’industria alimentare come addensanti, stabilizzanti, gelificanti, leganti ed emulsionanti nelle salse, nei condimenti della carne, nelle zuppe, nei piatti surgelati e nei prodotti di pasticceria. Un’altra forma di trasformazione dell’amido è la “pregelatinizzazione” che comporta la formazione di gelatina quando si mescola l’amido con acqua fredda, come avviene nei vari dessert istantanei.

  • I polialcoli sono “zuccheri alcolici” o carboidrati idrogenati. Sono anche noti come sostituenti dello zucchero, dolcificanti di massa o dolcificanti senza zucchero. Molti di questi composti si trovano naturalmente in diversi frutti e vegetali, ad esempio il sorbitolo si trova nella mela e nella pera. I polialcoli più comunemente utilizzati sono il sorbitolo, il mannitolo, il maltitolo, l’isomaltosio, il lactitolo, lo xylitolo, l’eritrolo. Negli alimenti i polialcoli sono utilizzati prevalentemente come dolcificanti in sostituzione dello zucchero. Soddisfano anche altre funzioni, come quella di agenti strutturanti, emulsionanti, addensanti, componenti delle glasse e antiagglomeranti. Al contrario degli altri carboidrati, i polialcoli non favoriscono la formazione di carie e non producono un rapido aumento della glicemia. Inoltre apportano meno calorie rispetto agli altri carboidrati. I polialcoli si trovano nei prodotti senza zucchero, nei prodotti senza zuccheri aggiunti o con ridotto contenuto di zuccheri, come nei prodotti light, nei dolci e nelle gomme da masticare senza zucchero.

Tabella 1: Elenco stabilito dalla U.E. dei potenziali allergeni che devono essere indicati nelle etichette degli alimenti.

  • Cereali contenenti glutine (per esempio chicchi di grano, segale, orzo, avena, farro, kamut o i loro ibridi) e prodotti derivati dai cereali.

  • Crostacei e prodotti a base di crostacei.

  • Uova e prodotti a base di uova.

  • Pesce e prodotti a base di pesce.

  • Arachidi e prodotti a base di arachidi.

  • Soia e prodotti a base di soia.

  • Latte e prodotti a base di latte (incluso il lattosio).

  • Frutta secca, come mandorle (Amygdalus communis L.), nocciole (Corylus avellana), noci africane (Junglans regia), anacardi (Anacardium occidentale), noci Pecan (Carya illinoiesis (Wangenh.) K. Koch), noci brasiliane (Bertholletia excelsa), pistacchi (Pistacia vera), noci di Macadamia e di Queensland (Macadamia ternifolia) e prodotti a base di frutta secca.

  • Sedano e prodotti a base di sedano.

  • Senape e prodotti a base di senape.

  • Semi di sesamo e prodotti a base di sesamo.

  • Diossido di zolfo e solfiti in concentrazione superiori a 10 mg/Kg o 10 mg/l espressi come SO2.

Per maggiori informazioni

  1. Directive 2003/89/EC of the European Parliament and of the Council of 10 November 2003 on ingredients present in foodstuffs.

  2. Directive 2000/13/EC of the European Parliament and of the Council of 20 March 2000 relating to the labelling, presentation and advertising of foodstuffs.

  3. Commission Directive 2001/101/EC.

  4. Directive 95/2/EC of the European Parliament and of the Council of 20 February 2005 on food additives other than colours and sweeteners.

  5. EUFIC website, Additives.