Riscaldare il cibo nel microonde causa il cancro?
Ultima modifica : 23 September 2026Punti chiave
- I forni a microonde utilizzano radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti con lunghezze d'onda superiori a quelle della luce visibile, che non possono ionizzare gli atomi né danneggiare il DNA.
- L'energia a microonde riscalda semplicemente il cibo e non rimane al suo interno né lo rende radioattivo.
- La perdita di nutrienti dipende principalmente dal tempo di cottura, dalla temperatura e dall'uso di acqua; la cottura a microonde può preservare i nutrienti tanto quanto, o talvolta meglio, dei metodi convenzionali come l'ebollizione, grazie ai tempi di riscaldamento più brevi.
- Le preoccupazioni relative all'esposizione a sostanze chimiche riguardano principalmente imballaggi inadeguati, non le radiazioni a microonde in sé.
- Nell'Unione Europea, la sicurezza dei materiali che vanno a contatto con gli alimenti è regolamentata; l'uso di contenitori adatti al microonde e il rispetto delle istruzioni di riscaldamento aiutano a ridurre al minimo i rischi inutili.
I forni a microonde sono presenti nella maggior parte delle cucine, eppure continuano a essere oggetto di timori e confusione. Alcuni temono che producano radiazioni nocive o che le sostanze chimiche dei contenitori di plastica possano migrare nel cibo e causare il cancro. Altri temono che il riscaldamento a microonde danneggi le sostanze nutritive o formi composti nocivi.
Tuttavia, la ricerca dimostra che la cottura a microonde spesso preserva le sostanze nutritive tanto quanto, o meglio di, metodi come la bollitura, poiché i tempi di cottura più brevi e il ridotto utilizzo di acqua contribuiscono a limitare le perdite di sostanze nutritive. Esaminiamo i fatti, sfatiamo il mito secondo cui riscaldare il cibo nel microonde provoca il cancro e spieghiamo da dove deriva il malinteso.
Fatto: le microonde emettono radiazioni non ionizzanti che non causano il cancro
I forni a microonde funzionano producendo microonde, una forma di radiazione elettromagnetica non ionizzante. "Non ionizzante" significa che la radiazione non può ionizzare gli atomi (o non può rimuovere elettroni da essi) perché la sua lunghezza d'onda corrisponde a un'energia fotonica inferiore.
All’interno dello spettro elettromagnetico, che va dalle lunghezze d’onda lunghe (onde radio) a quelle corte (raggi gamma), le microonde si trovano a lunghezze d’onda superiori a quelle della luce visibile e hanno quindi un’energia relativamente bassa. Al contrario, le radiazioni ionizzanti, come i raggi X e i raggi gamma, hanno lunghezze d’onda più corte e un’energia fotonica più elevata, sufficiente a rimuovere elettroni dagli atomi e potenzialmente danneggiare il DNA. Con l’esposizione accumulata nel tempo, solo questo tipo di radiazioni può aumentare il rischio di cancro.
Il cancro si sviluppa quando il DNA all'interno delle cellule viene danneggiato in modi che interrompono la normale crescita cellulare e i meccanismi di riparazione, consentendo alle cellule di moltiplicarsi in modo incontrollato. Poiché le radiazioni a microonde non hanno energia sufficiente per danneggiare il DNA o alterare i legami chimici, non possono innescare il tipo di cambiamenti cellulari che portano al cancro.1
Le radiazioni ultraviolette (UV) rappresentano un'importante eccezione all'interno delle radiazioni non ionizzanti. Sebbene tecnicamente non ionizzanti, i raggi UV trasportano più energia delle microonde e possono danneggiare il DNA, motivo per cui l'eccessiva esposizione al sole è un noto fattore di rischio per il cancro della pelle.
Figura 1. Quali sono i diversi tipi di radiazioni non ionizzanti e ionizzanti?
I forni a microonde riscaldano il cibo producendo radiazioni a microonde che fanno vibrare le molecole d'acqua. Queste molecole vibranti perdono la loro energia producendo calore, che a sua volta cuoce il cibo. Le radiazioni a microonde prodotte dal forno non rimangono nel cibo una volta che il forno viene spento.2 Rimane riscaldato solo il cibo. È come quando si spegne una lampada: non rimane alcuna luce.
I contenitori adatti al microonde sono progettati per rimanere stabili durante il riscaldamento a microonde.1 Di solito si sentono caldi solo perché sono a contatto con il cibo caldo, non perché assorbono fortemente l'energia delle microonde.
Un'altra preoccupazione comune è che il microonde "distrugga" le sostanze nutritive. In realtà, la cottura a microonde spesso preserva le sostanze nutritive tanto quanto, o meglio di, alcuni metodi di cottura convenzionali come l'ebollizione. La perdita di sostanze nutritive dipende principalmente dal tempo di cottura, dalla temperatura e dall'esposizione all'acqua piuttosto che dal tipo di apparecchio utilizzato. Poiché il riscaldamento a microonde trasferisce l'energia direttamente al cibo, i tempi di cottura sono in genere più brevi e richiedono poca o nessuna aggiunta di acqua, il che può aiutare a limitare la perdita di sostanze nutritive sensibili al calore e idrosolubili come la vitamina C e alcune vitamine del gruppo B.3
Per massimizzare la conservazione delle sostanze nutritive, utilizzare tempi di cottura brevi, evitare di aggiungere acqua in eccesso quando possibile, coprire gli alimenti per garantire un riscaldamento uniforme e mescolare o girare i piatti se necessario. Seguire queste semplici pratiche consente alla cottura a microonde di riscaldare efficacemente gli alimenti mantenendo il più possibile la qualità nutrizionale.
Mito: riscaldare il cibo nel microonde provoca il cancro
Il mito sostiene che i forni a microonde espongano il cibo e le persone a radiazioni pericolose in grado di aumentare il rischio di cancro. Questa convinzione deriva spesso dalla confusione tra diversi tipi di radiazioni. Tuttavia, le radiazioni prodotte dai forni a microonde sono non ionizzanti e fondamentalmente diverse da radiazioni come i raggi X o i raggi gamma, che possiedono un’energia sufficiente a danneggiare il DNA e ad aumentare il rischio di cancro nel tempo e in caso di esposizione ripetuta.4 Le microonde non rientrano in questa categoria.
Un'altra preoccupazione spesso associata ai forni a microonde riguarda l'uso di contenitori non adatti, non le radiazioni a microonde in sé. Alcuni temono che riscaldare il cibo in determinati contenitori possa far migrare sostanze chimiche (come ilbisfenolo A - BPA) dall'imballaggio al cibo, aumentando il rischio di cancro.
Quando il cibo viene riscaldato in contenitori non adatti al microonde, tracce di sostanze chimiche (come plastificanti o stabilizzanti) possono migrare nel cibo e nelle bevande.3 Questo rischio può aumentare con un riscaldamento eccessivo o nei “punti caldi”, dove una distribuzione non uniforme dell’energia a microonde crea zone localizzate di temperatura più elevata in aree specifiche del cibo o del contenitore. I livelli di migrazione sono inoltre più elevati quando il cibo riscaldato è più grasso o più acido. Le autorità per la sicurezza alimentare raccomandano di utilizzare solo contenitori adatti al microonde, come vetro, ceramica, carta/cartone o plastica specificatamente etichettati come sicuri per l’uso nel microonde.2,5
Nell'Unione Europea, i materiali a contatto con gli alimenti sono rigorosamente regolamentati per garantire la sicurezza dei consumatori. I materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti devono soddisfare requisiti di sicurezza, compresi i limiti alla migrazione chimica, e vengono valutati (negli "scenari peggiori" delle condizioni di riscaldamento) per garantire che qualsiasi sostanza rilasciata rimanga entro livelli di sicurezza in condizioni normali di utilizzo.6
Lavori più recenti che coinvolgono analisi sulle nanoparticelle fanno luce su una questione nuova e poco documentata: le migrazioni di micro e nanoplastiche dagli imballaggi in plastica “adatti al microonde” negli alimenti aumentano drasticamente ogni volta che vengono riscaldati.7
A quanto pare, il regolamento UE 2023/2055 limita l’uso deliberato di particelle di polimeri sintetici in un’ampia gamma di prodotti di consumo, ma non applica (ancora) le stesse precauzioni ai materiali a contatto con gli alimenti.8 Inoltre, sebbene la FDA statunitense affermi che "le attuali prove scientifiche non dimostrano che i livelli di microplastiche o nanoplastiche rilevati negli alimenti rappresentino un rischio per la salute umana", essa prosegue osservando che "non esistono metodi standardizzati per rilevare, quantificare o caratterizzare le microplastiche e le nanoplastiche".9
In ogni caso, seguire le istruzioni di riscaldamento riportate sulle confezioni degli alimenti, compresi i livelli di potenza e i tempi di cottura raccomandati, aiuta a ridurre al minimo il surriscaldamento inutile e a ridurre ulteriormente la potenziale migrazione dai materiali di imballaggio.10
Figura 2. Come riscaldare gli alimenti in modo sicuro nel microonde.10
Errore: confondere le radiazioni a microonde con la sicurezza degli imballaggi
Il mito secondo cui i forni a microonde causano il cancro è alimentato da un errore di falsa equivalenza. Si presume che tutte le radiazioni funzionino allo stesso modo e comportino gli stessi rischi. In realtà, le radiazioni non ionizzanti (come le microonde) non possono danneggiare il DNA, mentre il rischio di cancro è legato alle radiazioni ionizzanti (come i raggi X e i raggi gamma).
Un'altra fonte di confusione è la preoccupazione relativa alle sostanze chimiche che migrano dagli imballaggi alimentari. Quando ciò accade, spesso la colpa viene attribuita al forno a microonde stesso, piuttosto che all'uso di contenitori non adatti. Riscaldare il cibo in contenitori di plastica può portare alla migrazione di sostanze chimiche, ma questo rischio può essere gestito utilizzando contenitori adeguati e non è esclusivo dei forni a microonde.
In breve, i forni a microonde non causano il cancro. Producono radiazioni a microonde non ionizzanti che semplicemente riscaldano il cibo e non vi rimangono. Se utilizzati con contenitori adatti, rappresentano un modo sicuro e pratico per preparare e riscaldare i pasti.
Riferimenti
- World Health Organization (2005). Electromagnetic fields and public health: microwave ovens. Accessed 14 December 2025.
- U.S. Food and Drug Administration (2024). Microwave ovens. Accessed 15 December 2025.
- Guzik P, et al. (2022). The confrontation of consumer beliefs about the impact of microwave-processing on food and human health with existing research. Trends in Food Science & Technology 119:110–121.
- World Health Organization website, ‘Ionising radiation and health effects’. Accessed 14 December 2025.
- U.S. Department of Agriculture, Food Safety and Inspection Service website, ‘Cooking with microwave ovens’. Accessed 15 December 2025.
- European Parliament & Council of the European Union. (2004). Regulation (EC) No 1935/2004 on materials and articles intended to come into contact with food (consolidated version). Official Journal of the European Union.
- Greenpeace International. (2025). Are we cooked? The hidden health risks of plastic-packaged ready meals. Accessed 3 March 2026.
- European Commission. (2025). Commission Regulation (EU) 2023/2055 – Restriction of microplastics intentnioally added to products. Accessed 3 March 2026.
- U.S. Food and Drug Administration. (2024). Microplastics and Nanoplastics in Foods. Accessed 3 March 2026.
- ANSES. Microwave ovens and chemicals in food packaging. Accessed 11 February 2026.